
Szumski e Lovat contestano la risposta della Giunta sulle prestazioni urgenti assegnate lontano da casa ai cittadini del Bellunese.
La sanità bellunese e l’accesso alle visite urgenti nei territori montani tornano al centro del confronto politico regionale. In una nota diffusa attraverso l’ufficio stampa del Consiglio regionale del Veneto, i consiglieri di Resistere Veneto Riccardo Szumski e Davide Lovat giudicano inadeguata la risposta della Giunta ai problemi segnalati per il Feltrino e per l’intera provincia di Belluno.
La loro è una posizione politica, formulata dopo la seduta del Consiglio regionale del 1° settembre. I due esponenti sostengono che persone anziane o fragili possano ricevere indicazioni per visite ed esami urgenti in sedi molto distanti dal luogo di residenza, citando l’ospedale di Cortina. Per chi vive in comuni montani, osservano, viabilità complessa e collegamenti pubblici limitati possono trasformare lo spostamento in un ostacolo concreto.
Il tema si inserisce nel più ampio dibattito sulla medicina territoriale in Veneto, già attraversato da interrogativi sull’organizzazione dei servizi e sulla capacità di garantire risposte uniformi in aree geograficamente molto diverse.
Sanità bellunese, la richiesta di tutelare davvero la priorità clinica
Secondo Szumski e Lovat, la precisazione della Giunta secondo cui l’assegnazione in presidi lontani non rappresenterebbe la modalità ordinaria non risolve il problema. Anche i casi non ordinari, affermano, devono essere gestiti senza far ricadere sul cittadino le rigidità del sistema. Il rischio indicato è che il rifiuto di una sede di fatto irraggiungibile comporti la perdita della priorità clinica e il rinvio nei canali ordinari.
I consiglieri chiedono quindi che l’Ambito territoriale di garanzia non rimanga una previsione formale, ma produca soluzioni compatibili con le condizioni del territorio. La distanza, in questa prospettiva, non sarebbe una preferenza personale dell’utente bensì un limite logistico da valutare quando si organizza la prestazione.
La nota non fornisce dati sul numero complessivo dei casi né indica una proposta tecnica dettagliata. L’iniziativa sollecita però la Giunta a chiarire quali correttivi intenda adottare per la sanità bellunese, così da preservare la priorità delle prestazioni urgenti anche quando il primo appuntamento proposto è difficilmente accessibile.
































