
I gruppi consiliari Noi Cittadini con Cristina Marigo e Civitas Schio hanno avanzato una proposta di ordine del giorno in merito alla tutela del “Made in Italy“. La maggioranza informa che la stessa sarà oggetto di discussione durante la prossima seduta del Consiglio Comunale, in programma lunedì 30 marzo 2026.
“Serve una profonda revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari – spiegano i gruppi proponenti -. L’iniziativa risponde alla sollecitazione della Federazione Provinciale Coldiretti di Vicenza e mira a proteggere un settore strategico per l’economia e l’identità del territorio scledense”.
Al centro della proposta c’è la critica all’attuale Codice Doganale dell’Unione Europea (Regolamento UE n. 952/2013). “Questa normativa – ancora la maggioranza -, nata originariamente con finalità prettamente fiscali e di classificazione delle merci, si rivela oggi del tutto inadeguata a garantire la trasparenza alimentare. Il criterio dell’ultima trasformazione sostanziale permette infatti paradossi inaccettabili: è il caso, ad esempio, del triplo concentrato di pomodoro importato da paesi extra-UE che, dopo una minima lavorazione in Italia, può essere venduto come prodotto nazionale.
Si tratta di un meccanismo che trae in inganno i consumatori e penalizza i nostri produttori agricoli – spiegano i gruppi di maggioranza a Schio – perché materie prime straniere, spesso prodotte con standard diversi dai nostri, diventano Made in Italy solo per un passaggio burocratico o un confezionamento finale. È un inganno che dobbiamo fermare per dare dignità al lavoro dei nostri agricoltori e certezze a chi acquista”.
Attraverso questo Ordine del giorno, la maggioranza impegna ufficialmente il Sindaco e la Giunta a sollecitare il Governo e il Parlamento, ma anche il Presidente della Regione Veneto nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni. L’obiettivo è una mobilitazione coordinata per ottenere un sistema di etichettatura obbligatoria che evidenzi il reale luogo di origine della materia prima.
“La difesa dell’origine non è solo una battaglia economica contro le pratiche sleali e il basso costo delle materie prime estere, ma una questione di giustizia sociale e trasparenza affermano ancora i gruppi consiliari -. Proteggere l’eccellenza agroalimentare Made in Italy significa difendere le radici di Schio e della sua Pedemontana. Accogliere l’appello di Coldiretti è un atto doveroso verso le tante aziende del nostro territorio che garantiscono qualità e presidio ambientale. Schio vuole essere un modello per altri comuni in questa battaglia di civiltà”.
Il documento sarà trasmesso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell’Agricoltura e ai parlamentari europei, auspicando un voto unanime da parte di tutto il Consiglio Comunale.

































