
Sulla scuola in presenza e DAD interviene Scuola in Presenza Vicenza, aderente alla Rete nazionale, esprimendo netta contrarietà all’ipotesi di un ritorno alla didattica a distanza per il caro carburanti ed energia legato agli scenari di guerra.
Scuola in presenza e DAD, la rete vicentina respinge ogni ipotesi di ritorno
La scuola in presenza e DAD torna al centro del dibattito pubblico dopo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore su un possibile ricorso alla didattica a distanza come misura per fronteggiare il caro carburanti e l’aumento dei costi energetici collegati agli scenari di guerra.
A prendere posizione è Scuola in Presenza Vicenza, associazione aderente alla Rete Nazionale Scuola in Presenza, che con un comunicato diffuso insieme alla rete nazionale esprime una “netta contrarietà” a qualsiasi ipotesi di ritorno alla DAD.
Il messaggio è chiaro: la scuola non può diventare ancora una volta il settore su cui scaricare il peso di una crisi economica o internazionale.
Nel testo si sottolinea come l’esperienza degli anni passati abbia già mostrato in modo evidente gli effetti negativi della didattica a distanza, con conseguenze pesanti sul piano psicologico, relazionale ed educativo, soprattutto per bambini, adolescenti e studenti più fragili.
Particolare attenzione viene richiamata al tema dell’inclusione, con riferimento agli alunni con disabilità e al diritto all’istruzione e alla socialità, che la rete ritiene debbano essere garantiti sempre in presenza.
Secondo Scuola in Presenza Vicenza, proprio nei momenti segnati da guerre, tensioni internazionali e incertezza sociale, la scuola dovrebbe essere ancora più tutelata.
La scuola in presenza e DAD, si legge nella nota, non è soltanto una questione organizzativa, ma un tema culturale e civile: la scuola rappresenta uno spazio di crescita, relazione, inclusione, educazione critica e costruzione della pace.
Nel comunicato nazionale si evidenzia anche il paradosso di colpire ancora una volta il sistema scolastico in nome della riduzione dei consumi energetici, mentre altri comparti ben più energivori non vengono neppure presi in considerazione nel dibattito pubblico.
Per questo motivo, la rete chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Governo di esprimere con chiarezza il proprio dissenso rispetto a ogni ipotesi di ritorno alla DAD.
La posizione di Scuola in Presenza Vicenza è netta: la scuola in presenza e DAD non può più essere affrontata come una soluzione emergenziale automatica.
In tempi di guerra, conclude la nota, la scuola deve restare in presenza proprio perché rappresenta uno dei pochi luoghi pubblici in cui le nuove generazioni possono essere educate alla convivenza, al rispetto delle differenze e alla pace.







































