Shopper personalizzata, da packaging a strumento per promuovere efficacemente istituzioni culturali, retail e non profit

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Shopper personalizzata
Shopper personalizzata

Pensare alla shopper personalizzata come un contenitore sarebbe riduttivo, si è affermata come un mezzo di comunicazione, oltre che come un oggetto identitario. E’ riuscita a fare qualcosa che pochi strumenti di marketing consentono: entrare nella quotidianità delle persone in modo naturale.

In contesti culturali, come anche nel retail e nel non profit, questo gadget pubblicitario è diventato una presenza costante per la sua capacità di trasformarsi in un punto di contatto tra il brand e i consumatori.

Vediamo insieme quale ruolo assumono le shopper personalizzate nei diversi contesti in cui vengono utilizzate.

Cultura, la shopper è estensione dell’esperienza

Musei, mostre temporanee, festival e istituzioni artistiche utilizzano la shopper personalizzata come estensione narrativa dell’esperienza. Oltre a utile contenitore per trasportare cataloghi e bookshop, è parte stessa del racconto: il visitatore porta a casa un frammento dell’esperienza. Diventa supporto visivo di identità culturale, soprattutto quando viene realizzata con la stessa attenzione grafica che si riserva a materiali editoriali. Sempre più frequentemente la shopper viene disegnata da artisti, in questo modo diventa oggetto di culto, viene portata al di fuori del contesto museale invadendo gli spazi urbani.

I consumatori non la percepiscono come pubblicità, è una forma di comunicazione spontanea e sempre più diffusa, che contribuisce alla riconoscibilità dell’istituzione museale. Una shopper resistente, curata nei dettagli, capace di far sentire il visitatore parte di “qualcosa”, diventa un segno concreto di appartenenza, viene conservata, utilizzata, esposta.

Retail, il marketing itinerante per la riconoscibilità del brand

Nei punti vendita, la forza delle shopper brandizzate consiste nel trasformare ogni acquisto in un’occasione per ottenere visibilità fuori dal perimetro del negozio. È un modello di comunicazione itinerante che attraversa le vie dello shopping, i mezzi pubblici e permea le abitudini quotidiane dei consumatori, diventando un punto di contatto con nuovi potenziali clienti. Una presenza visiva integrata nella vita urbana, in cui il consumatore è inconsapevole veicolo.

Le shopper contribuiscono a migliorare la brand identity del marchio e ne consolidano la percezione. Quando sono realizzate mantenendo una piena coerenza con i valori che l’azienda intende trasmettere, diventano un elemento esperienziale che accompagna il cliente fuori dal punto vendita, prolungando nel tempo la relazione con il brand.

Non profit, priorità alla diffusione di un messaggio

Le associazioni utilizzano le shopper personalizzate per consegnare materiali informativi nelle campagne di sensibilizzazione e raccolte fondi. Chi la riceve solitamente ha contribuito a una causa sociale, tende a esporla nella vita quotidiana con fierezza, comunicando gli scopi dell’associazione anche in contesti lontani dall’evento originario.

Se nel retail le shopper vengono utilizzate per massificare la riconoscibilità del brand, nel settore non profit l’obiettivo è invece dare priorità alla diffusione di un messaggio, mantenendo viva nel lungo periodo l’attenzione su un tema sociale.

Alcuni fornitori di gadget hanno intrapreso politiche di sostegno per gli operatori del terzo settore, Concetto è si è dimostrato un valido alleato per la fornitura di shopper personalizzate e propone condizioni economiche scontate per le associazioni non profit, mantenendo alta la qualità, con un occhio di riguardo alle tematiche ambientali: massima trasparenza nelle fasi di acquisto in merito a materiali ecosostenibili, filiera e processi produttivi.

Caratteristiche della shopper ideale

Quando un’organizzazione procede alla stampa di shopper personalizzate, si pone sempre l’obiettivo di rendere questo promozionale efficace, ovvero capace di integrarsi in modo naturale nella vita quotidiana delle persone.

Sostenibilità: la shopper è una dichiarazione implicita di valori. Se questi risultano coerenti con le aspettative del pubblico, l’oggetto viene accettato e valorizzato. In caso contrario, rischia di essere percepito come incoerente.

Resistenza: materiali solidi trasmettono un senso di affidabilità che si riflette positivamente sul brand. La durata è un fattore di percezione, viene associata a un’idea di cura e attenzione. Una shopper che si deteriora con pochi utilizzi conclude velocemente il suo compito e la possibilità di continuare a veicolare i valori del brand.

Funzionalità: una shopper troppo piccola o troppo grande difficilmente entra nel quotidiano. Una dimensione equilibrata, con manici comodi, si presta a molteplici utilizzi: dalla spesa al supermercato, al tempo libero, a scopi di lavoro.

Estetica: le persone tendono a utilizzare una shopper quando si sentono a proprio agio nel mostrarla in pubblico. Quando il design è equilibrato e non invasivo, la shopper diventa parte dello stile personale e non viene percepita come un supporto promozionale.