
(Adnkronos) – Come fermare l’emorragia di giovani talenti che ogni anno lascia il Mezzogiorno? E come trasformare la ‘ritornanza’ – il rientro al Sud di laureati e professionisti dopo esperienze nel Nord Italia o all’estero – in una leva di sviluppo per imprese e territori? Sono questi i temi al centro di ‘Direzione Sud’, l’iniziativa che si è svolta a Matera promossa da Manageritalia Puglia, Calabria e Basilicata, che ha riunito manager, istituzioni, imprese e mondo accademico per individuare strategie condivise capaci di rendere il Sud più competitivo e attrattivo. Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, mentre le conclusioni sono state affidate al presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che hanno evidenziato il ruolo delle istituzioni nel creare un ecosistema favorevole ai giovani, agli investimenti e all’innovazione.
Per il sindaco Antonio Nicoletti:” Matera vuole essere una città che offre ai giovani opportunità concrete di crescita, lavoro e innovazione. Creare le condizioni perché i talenti scelgano di restare o di tornare significa investire nella collaborazione tra istituzioni, imprese e università. È una sfida che riguarda il futuro della nostra comunità e dell’intero Mezzogiorno, e che siamo chiamati ad affrontare insieme”. Così ha proseguito Vito Bardi, presidente Regione Basilicata: “Trattenere i giovani e creare le condizioni perché chi è partito scelga di tornare è una delle sfide decisive per il futuro della Basilicata. Non bastano incentivi: servono opportunità concrete, lavoro qualificato, imprese innovative e un forte collegamento tra formazione, ricerca e sistema produttivo. La Regione è impegnata a costruire un ecosistema capace di attrarre investimenti e valorizzare i talenti, perché crediamo che il capitale umano sia la risorsa più preziosa per lo sviluppo del nostro territorio. La Basilicata deve diventare una terra in cui i giovani possano scegliere di costruire il proprio futuro, contribuendo con le proprie competenze alla crescita dell’intera comunità”.
L’urgenza del tema è confermata dai numeri. Secondo gli ultimi dati Istat, dal 2019 a oggi oltre 313 mila giovani hanno lasciato il Sud Italia per motivi di lavoro e crescita professionale. Nello stesso periodo la popolazione tra i 18 e i 35 anni residente nelle regioni meridionali è diminuita del 7,6%, mentre nel Nord è cresciuta del 4,8%. Le aree che perdono giovani perdono domanda interna, capacità fiscale locale, capitale umano e attrattività per le imprese. Nello specifico il Potentino ha perso il 12% dei giovani tra i 18 e i 35 anni, tra il 2019 e il 2026 mentre Matera il 7,2%. A conferma di questa tendenza anche i dati di InfoCamere secondo i quali il contributo delle regioni meridionali alla governance delle imprese settentrionali è in crescita: nel 2012 gli amministratori nati al Sud rappresentavano l’11,6% dei manager attivi nel Centro-Nord; quindici anni dopo sono saliti al 12,6 per cento. Il Mezzogiorno si trova in una situazione paradossale: le persone nate al Sud che ricoprono incarichi di amministrazione aziendale sono cresciute di 268.733 unità rispetto al 2012 (+52%), ma un quarto di loro (25,2%) lascia la propria regione per trasferirsi al Centro-Nord. La metà sceglie la Lombardia.
“Il Sud non ha bisogno di trattenere i giovani a tutti i costi, ma di offrire loro motivi concreti per scegliere di restare o di tornare. Significa creare imprese più innovative, investire sulle competenze manageriali, rafforzare il dialogo tra università e sistema produttivo e costruire un ecosistema capace di valorizzare il talento. La ritornanza non è nostalgia: è una straordinaria opportunità di sviluppo che dobbiamo trasformare in una strategia per il futuro del Mezzogiorno”, ha dichiarato Domenico Fortunato, presidente di Manageritalia Puglia, Calabria e Basilicata.
La tavola rotonda ha riunito imprese, istituzioni, mondo accademico e manager come: Giovanni Schiuma, direttore del Dipartimento di Ingegneria dell’Università Lum, Gaetano Torchia, direttore amministrativo di Sviluppo Basilicata, Michele Vivilecchia, psicologo del lavoro e rappresentante del movimento I Ritornati, Francesco D’Alema, presidente di Confindustria Basilicata, e Michele Somma, presidente della Camera di commercio della Basilicata. Moderati da Francesco Cautillo, vicepresidente di Aidp Puglia e Basilicata, i relatori hanno condiviso la necessità di rafforzare il dialogo tra formazione e imprese, sostenere la crescita delle PMI attraverso competenze manageriali, accelerare innovazione e digitalizzazione e creare condizioni favorevoli affinché il Sud torni a essere una terra in cui costruire il proprio futuro.
Particolare attenzione è stata dedicata alla ritornanza, fenomeno sempre più diffuso tra giovani professionisti che, dopo esperienze maturate fuori dal Mezzogiorno, scelgono di rientrare nelle proprie regioni d’origine. Se sostenuto da politiche mirate e da un tessuto imprenditoriale dinamico, questo processo può trasformarsi in una leva di sviluppo economico, sociale e culturale. L’incontro si è concluso con l’impegno condiviso a rafforzare la collaborazione tra istituzioni, imprese, università e management per trasformare la fuga dei talenti in una nuova stagione di crescita. L’obiettivo è costruire un Mezzogiorno capace non solo di trattenere i propri giovani, ma anche di richiamare competenze, investimenti e nuove opportunità.
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