
Sudario col nome di “18.467 bambini palestinesi uccisi da Israele”: la testimonianza
Ieri, 30 maggio, da Monte Berico, un toccante corteo, annunciato da una locandina di Donne per la Palestina con in cima questa frase “18467: non dimenticare un solo nome” con inequivocabile riferimento al numero dei “bambini palestinesi uccisi da Israele” i cui nomi erano tutti scritti su un sudario, è sceso fino a Campo Marzio, dove si sono alternati molti interventi, l’ultimo di una giovanissima ragazza palestinese, veramente toccante.
Pubblichiamo di seguito una testimonianza di Enrico Zogli di Rifondazione Comunista di Vicenza accompagnata da foto per testimoniare anche l’orrore per questa strage di innocenti delle redazioni di questa testata web, ViPiu.it, e di VicenzaPiù Viva, il nostro mensile da ieri in consegna presso le edicole di Vicenza con un lungo focus sulle guerre che da decenni disumanizzano il mondo.

“Ho deciso di rendere pubblica ieri sera la mia testimonianza perché l’iniziativa per me è stata veramente toccante. Non avevo mai provato una sensazione così forte di unità.
Sabato 30 maggio ho, infatti, accompagnato un lunghissimo sudario bianco, un sudario che porta impressi i nomi di quasi 20.000 bambini palestinesi assassinati dalla ferocia dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza.
Un mare di nomi. Un mare di vite spezzate. Un mare di infanzie negate.
Camminare accanto a quel sudario ha significato attraversare contemporaneamente angoscia, dolore, rabbia, empatia e speranza. Ogni nome scritto su quel tessuto racconta una storia cancellata dalle bombe israeliane, una famiglia distrutta, un futuro rubato. Ogni nome è una domanda che pesa sulla coscienza dell’umanità.

Come è possibile che tutto questo continui? Come possono i governi occidentali restare complici del genocidio e silenziosi davanti a una tragedia di tali proporzioni? Quanto sangue innocente dovrà ancora essere versato prima che si agisca concretamente per fermare il massacro di vite innocenti costruito scientificamente dal governo sionista di Israele?
Di fronte alle politiche criminali del governo di Tel Aviv e alla devastazione inflitta al popolo palestinese, non possiamo voltare lo sguardo altrove. Non possiamo accettare l’indifferenza. Non possiamo permettere che il diritto internazionale venga calpestato ogni giorno senza conseguenze.
Chiediamo ai nostri governanti risposte immediate e azioni concrete: il cessate il fuoco permanente, la fine dell’assedio, il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese e l’interruzione di ogni complicità politica, economica e militare da parte dell’Europa con il governo israeliano che continua a seminare morte e distruzione.
Perché dietro ogni nome c’è un bambino. E dietro ogni bambino assassinato c’è una ferita che riguarda tutta l’umanità.
Palestina libera!
Stop al genocidio!
Stop alla complicità!
Enrico Zogli





































