
Centro islamico a Vicenza, nuova polemica politica sul futuro spazio religioso islamico di viale San Lazzaro. Rifondazione Comunista attacca Fratelli d’Italia e la dirigente provinciale Giulia Gennaro accusandoli di alimentare paura e discriminazione attraverso richieste di controlli preventivi.
Centro islamico a Vicenza, Rifondazione attacca FdI sui controlli a San Lazzaro
Nuovo scontro politico sul futuro Centro islamico a Vicenza nell’area di viale San Lazzaro. Dopo le richieste di verifiche avanzate nei giorni scorsi da Giulia Gennaro, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia, interviene duramente la Federazione vicentina del Partito della Rifondazione Comunista, che accusa FdI di usare la legalità come “clava etnica” contro la comunità musulmana.
La polemica nasce dall’acquisto di un immobile che, secondo quanto emerso anche attraverso comunicazioni social e notizie locali, potrebbe diventare un futuro centro religioso islamico. Nei giorni scorsi Fratelli d’Italia aveva chiesto all’amministrazione comunale verifiche preventive su destinazione d’uso, conformità urbanistica, sicurezza, norme antincendio e capienza degli spazi.

Secondo Rifondazione Comunista di Vicenza, però, la richiesta avanzata da FdI rappresenterebbe un’operazione politica mirata contro i musulmani. Nel duro comunicato diffuso dalla federazione vicentina si parla apertamente di “presunzione di colpevolezza etnica” e di tentativo di “asfissiare di controlli” una realtà religiosa prima ancora dell’avvio di qualsiasi attività.
«Non è legalità, ma paura, ostilità e razzismo», scrive Rifondazione, contestando in particolare il fatto che i controlli vengano richiesti “prima che esista una sola violazione da contestare”. Secondo il partito, la motivazione reale non sarebbe urbanistica o amministrativa, ma legata all’identità religiosa dei futuri frequentatori.
Il tema del Centro islamico a Vicenza si inserisce in una vicenda che da mesi alimenta discussioni nel quartiere San Lazzaro e nel dibattito politico cittadino. Giulia Gennaro aveva già sollevato pubblicamente il tema di possibili luoghi di culto islamici in città, sostenendo la necessità di verifiche amministrative e richiamando le “preoccupazioni dei residenti” e il rispetto delle normative italiane.
Nel comunicato di Rifondazione compare anche un appello diretto all’amministrazione del sindaco Giacomo Possamai, invitata a non cedere “alla logica dell’intimidazione etnica”. Per il partito della sinistra radicale, infatti, la comunità islamica vicentina rappresenta una componente ormai stabile della città, fatta di lavoratori e famiglie che hanno diritto a luoghi di culto dignitosi.
La vicenda rischia ora di diventare uno dei nuovi fronti di tensione politica a Vicenza, intrecciando sicurezza, urbanistica, libertà religiosa e immigrazione in un clima già fortemente polarizzato anche a livello nazionale.







































