
Le notizie emerse negli ultimi giorni sui ritardi nella realizzazione delle opere dell’Alta Velocità a Vicenza riaccendono il dibattito sulle conseguenze ambientali e sanitarie dei cantieri. A intervenire è Italia Nostra, con la firma della presidente, l’avvocato Maria Grazia Pegoraro, con il supporto di ISDE (nella firma del presidente Francesco Bertola), che punta il dito contro la gestione del progetto TAV Vicenza e chiede maggiore trasparenza nei confronti dei cittadini.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, i rallentamenti sarebbero legati alla necessità di ulteriori passaggi burocratici e autorizzativi, emersi dopo i primi monitoraggi ambientali effettuati nell’area interessata dai lavori. Tra gli aspetti più delicati figurano la presenza di Pfas e di altre sostanze inquinanti nelle acque di falda.
Per Italia Nostra, si tratta di elementi che confermerebbero le criticità già evidenziate in passato durante l’iter di approvazione del progetto definitivo. L’associazione sostiene infatti che il piano avrebbe dovuto essere sottoposto preventivamente alla verifica di compatibilità con il principio europeo del “non arrecare un danno significativo all’ambiente”, requisito necessario anche per l’utilizzo dei finanziamenti destinati al tratto compreso tra Vicenza Ovest e la stazione ferroviaria.
Nel comunicato si critica inoltre la rapidità con cui il progetto sarebbe stato approvato dal Commissario straordinario, con il sostegno dell’Amministrazione comunale e delle categorie economiche. Una scelta che, secondo l’associazione, starebbe già producendo effetti concreti sulla città: edifici demoliti, disagi per i residenti dovuti a polveri e rumori e cantieri sui quali, viene sottolineato, “nulla è dato di sapere” riguardo alla reale operatività.
Italia Nostra evidenzia poi che l’eventuale prosecuzione dei lavori non potrebbe avvenire “a ogni costo”, soprattutto nel caso in cui emergessero problematiche ambientali e sanitarie legate ai cantieri Tav.
Da qui la richiesta rivolta al sindaco di Vicenza: non limitarsi a chiedere chiarimenti sui tempi dei lavori della TAV Vicenza, ma valutare una moratoria per consentire ulteriori approfondimenti sugli impatti ambientali e sanitari del progetto approvato.
Infine, l’associazione lamenta la mancanza di informazioni dettagliate rivolte alla cittadinanza. “Se esistono problematiche ambientali e sanitarie che richiedono nuove autorizzazioni – si legge nella nota – i cittadini hanno il diritto di essere informati e l’Amministrazione comunale il dovere di informarli”.


































