TAV/TAC, la lettera aperta a Possamai dei Comitati Setteca’ e Pro-Galleria a Vicenza Est contro i ritardi e le incertezze sul terzo lotto

I comitati propongono la soluzione 2014 con l'interramento dei quattro binari previsti

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terzo lotto
Giovanni Menegato, consiglio di quartiere 10; Cristina Galvanin, portavoce del Comitato Setteca'; Liliana Zocca, consigliere comunale FDI; Lucio Zoppello, esperto esterno della Giunta Possamai sulla questione TAV, assieme ad alcuni residenti interessati.

Sul fronte TAV/TAC i lavori procedono rapidi, non senza polemiche politiche e proteste dei residenti: è della scorsa settimana la notizia che ad Alte Ceccato le barriere che verranno installate per assorbire il rumore dell’alta velocità, alte 7 metri, sfioreranno le abitazioni. A parlare relativamente al Terzo lotto sono oggi i Comitati Setteca’ e Pro-Galleria a Vicenza Est – presenti la portavoce Cristina Galvanin e Liliana Zocca, consigliere comunale FDI -, dopo che un paio di settimane fa si è tenuta nel Comune di Vicenza la Commissione Territorio, durante la quale il consigliere delegato alla TAV Angelo Tonello ha ipotizzato lo “spacchettamento” del 3°lotto funzionale in due parti, prevedendo l’Ambito di Stazione (Opzione zero) per l’uscita a Vicenza Est, e poi da Setteca’ il raddoppio dei binari.

Il Comune ha infatti richiesto nuovi approfondimenti ad RFI e al Ministero delle Infrastrutture sulla possibilità per il terzo lotto di realizzare l’Opzione zero (bocciata da RFI a marzo 2025 perché creerebbe un imbuto tra Vicenza e Padova) nel tratto a est della linea.

I Comitati Setteca’ e Pro-Galleria a Vicenza Est che già lo scorso dicembre si erano fatti promotori del rispolvero della “Soluzione 2014”, ovvero la “Galleria lunga senza salto del montone” con interramento linee tra la roggia Riello (a S. Pio X) e la roggia Caveggiara (Settecà), si sono detti preoccupati dei ritardi nelle decisioni del Comune e della mancata scelta di una delle opzioni proposte nel corso del tempo. I comitati si chiedono come mai, se l’ingegner Tonello ha definito “indispensabile” il raddoppio dei binari dopo Vicenza, si scelga di temporeggiare: “Se non decide il Comune, lasciamo che sia qualcun altro a decidere e a quel punto dovremo adattarci alla soluzione imposta dall’esterno” commentano a gran voce.

Il temporeggiamento ha forti ripercussioni sulla cittadinanza ed impedisce qualsiasi programmazione di vita, in particolare per le famiglie che saranno soggette a esproprio o demolizione.

La necessità di un tavolo tecnico per il terzo lotto

Inoltre, se secondo lo studio di fattibilità 2015 lo scavalco tra le linee era previsto tra Grumolo delle Abbadesse e Grisignano di Zocco, i comitati invocano la necessità di aprire un tavolo di confronto alla presenza dei Comuni coinvolti e di RFI: “La strategia della frammentazione – cosiddetta Opzione 0 – unita alle esitazioni del Comune di Vicenza, sta spianando la strada a soluzioni tecniche al ribasso da parte di RFI. Il risparmio economico immediato si tradurrebbe, però, in un costo sociale e ambientale altissimo per i residenti” continuano i comitati.

Lo scavalco in area agricola a Grumolo eviterebbe lo stravolgimento su Vicenza, minimizzando l’impatto sulla popolazione, e salvaguarderebbe inoltre il titolo Unesco. Se la quadruplicazione dei binari avvenisse in superficie parliamo di barriere impattanti, non solo sulle abitazioni (come sta avvenendo a Montecchio Maggiore), ma anche sulla vivibilità e la bellezza della città.

Portare lo scavalco a Grumolo comporta la necessità di creare un secondo ponte sul Tesina nel comune di Torri di Quartesolo, anche questo è un passaggio ancora da chiarire, secondo i presenti.

“Il rifacimento del cavalca-ferrovia di viale Camisano è previsto già nel secondo lotto funzionale, la sua realizzazione sarà fatta quindi prima degli interventi relativi al terzo lotto, in quanto opera indispensabile per il prolungamento di via Martiri delle Foibe, ma se non si fanno delle predisposizioni strutturali in fase di realizzazione, non si potrà in seguito fare la galleria, dunque si inibiscono sia la soluzione 3 che la soluzione 2014, e quindi rimarrebbe solo la soluzione a raso con barriere alte 7 metri” sostiene Lucio Zoppello, esperto esterno della Giunta Possamai.

I Comitati sostengono le potenzialità della Soluzione 2014, la quale, grazie alla creazione della galleria, permetterebbe di ricucire il tessuto urbano attualmente “spaccato” dalla ferrovia, e di recuperare 40mila mq di verde che migliorerebbero la salubrità dell’aria e la vivibilità della città per le future generazioni.

La lettera con le richieste dei Comitati Setteca’ e Pro-Galleria a Vicenza Est verrà spedita al sindaco Giacomo Possamai oggi, nella speranza di smuovere le acque e di evidenziare come il temporeggiare abbia forti ripercussioni in particolare sulla cittadinanza.