Tav a Est Vicenza, il centrodestra anticipa: “Rfi ha scelto la soluzione a raso”

89
TAV-TAC, ricostruzione dell'ing. Lucio Zoppello dello scavalco Vicenza Est
TAV-TAC, ricostruzione dell'ing. Lucio Zoppello dello scavalco Vicenza Est

Rfi ha scelto la Soluzione a Raso per la Tav a Est a Vicenza“. Lo afferma in una nota congiunta il centrodestra cittadino: Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati, UDC, Impegno per Vicenza e Idea Vicenza.

Una notizia che la redazione sta provando a verificare con Rfi. Nel frattempo, diamo contro di quanto riferito in tarda serata ieri dai partiti e dai movimenti di centrodestra.

Tav a Est Vicenza, il centrodestra: “Rfi ha scelto la soluzione a raso”

“Oggi (venerdì 26 giugno, ndr) RFI ha ufficializzato la soluzione a raso per il terzo lotto funzionale della linea Alta Velocità/Alta Capacità (AV/AC) Verona–Padova, nel segmento Vicenza–Grisignano. Lo scavalco del montone a Settecà è dunque la scelta definitiva: è nero su bianco, non è più reversibile sul piano tecnico-amministrativo. Un esito che il centrodestra vicentino giudica non sorprendente, perché è la diretta conseguenza di tre anni di totale paralisi decisionale da parte dell’amministrazione Possamai“.

Il comunicato analizza le conseguenze di questa scelta: “Il terzo lotto riguarda uno dei tratti più delicati dell’intera linea AV/AC: l’uscita a est dalla stazione di Vicenza fino a Grisignano, con il passaggio nei quartieri di Stanga, Casale e Settecà. Una decisione destinata a segnare il volto della città per il prossimo secolo. Su questo snodo cruciale, Palazzo Trissino non è mai arrivato a esprimere una posizione politica chiara, tempestiva e utile nei confronti di RFI e del Ministero delle Infrastrutture. Nel frattempo, i tecnici hanno lavorato. E il progetto è avanzato nella direzione in cui l’assenza di Vicenza lo ha lasciato andare”.

L’attacco alla Giunta Possamai

L’occasione viene dunque colta dal centrodestra unito per prospettare la scelta di Rfi come diretta conseguenza del mancato intervento dell’attuale amministrazione comunale di Vicenza.

“Il centrodestra unito – prosegue la nota – non può non ricordare che il consiglio comunale, il 26 maggio scorso, ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegnava l’amministrazione a battersi affinché lo scavalco previsto a Settecà non venisse realizzato in città. Lo stesso ordine del giorno che oggi, a distanza di appena un mese, si rivela già lettera morta.

E non poteva essere altrimenti – proeguono i partiti di centrodestra – considerando che quell’atto politico avrebbe avuto senso tre anni fa. E c’è di peggio: non era nemmeno originale. Era la sostanziale fotocopia dell’ultimo provvedimento ufficiale approvato in sala Bernarda dall’amministrazione Rucco nel 2022, che già allora chiedeva di approfondire soluzioni alternative. Quella che Possamai ha presentato come un atto di coraggio era in realtà la replica colpevolmente tardiva di una posizione assunta quattro anni prima dal centrodestra, quando c’era ancora margine reale per incidere sul progetto”.

Nel ribadire che l’azione di Possamai sul tema non è stata avvertita, il centrodestra guarda a come si sono invece mossi i comuni confinanti, interessati dalle opere: “Mentre il sindaco di Vicenza accumulava ritardi, i sindaci di Grumolo delle Abbadesse e Grisignano, giusto per fare due esempi, hanno dimostrato cosa significa amministrare con senso di responsabilità. Si sono presentati compatti ai tavoli istituzionali, hanno dialogato concretamente con RFI e Iricav Due, hanno programmato e avviato le opere propedeutiche nei loro territori e hanno assunto una posizione netta e univoca. Il sindaco Possamai, invece, ha scelto la strada dell’attesa, dell’ambiguità e del continuo rimando. E i vicentini oggi ne subiscono le conseguenze.

Già nelle scorse settimane Possamai aveva cominciato a scaricare le responsabilità sul Governo nazionale e su RFI. Oggi – prosegue la nota del centrodestra -, di fronte all’ufficializzazione della soluzione a raso, è prevedibile che quella strategia si intensifichi.

Il centrodestra vicentino lo dice con chiarezza: non ci stiamo, e i vicentini non devono crederci. RFI e il Ministero delle Infrastrutture, a fronte dell’apatia decisionale di Palazzo Trissino, hanno fatto esattamente il loro dovere istituzionale: hanno portato avanti la progettazione tecnica nell’interesse nazionale, nell’unica direzione tecnicamente praticabile, data l’assenza di indicazioni politiche credibili e tempestive da parte del Comune capoluogo. Non si può pretendere che un’infrastruttura strategica per il Paese attenda all’infinito che un sindaco si decida”.

Leggi anche: Tav a Vicenza, il nodo? È che non avrà “veri” treni veloci, ma questo aspetto sfugge al dibattito politico