
Il consigliere comunale di Per una Grande Vicenza, Raffaele Colombara, ha presentato una richiesta formale di accesso agli atti inerenti il Trasporto pubblico scolastico, tema sul quale ha anche preannunciato la convocazione di una commissione consiliare.
“I dati reali sul funzionamento del servizio non esistono ancora e questo mentre le scuole definiscono già gli orari per settembre”, ha detto il consigliere ricordando il nocciolo della questione. Come riportato anche nei mesi scorsi, per le scuole del vicentino servite da Società vicentina trasporti (Svt), per il prossimo anno scolastico si prospetta l’istituzione della “settimana corta”, a causa della paventata contrazione delle corse a sua volta dettata da carenze di personale.
Ne sono seguite proteste da parte dei genitori degli alunni degli istituti vicentini, rappresentati dal gruppo civico “Diritto allo studio e trasporto scolastico a Vicenza”, fiancheggiate da Colombara, e poi oggetto, ad aprile scorso, di un tavolo in Prefettura.
Il consigliere di PUGV afferma oggi: “Il resoconto ufficiale del tavolo del 9 aprile in Prefettura sul trasporto scolastico a Vicenza certifica tre cose. Le difficoltà del servizio SVT sono strutturali, non episodiche. Il processo che ha portato quasi tutti gli istituti superiori della provincia alla settimana corta va approfondito: il Capo di Gabinetto ha scritto nero su bianco che ‘l’eventuale interferenza di fattori esogeni nelle scelte didattiche degli istituti scolastici debba essere approfondita’, una valutazione che lascia aperta la questione se le scuole abbiano davvero scelto liberamente rispetto a quanto affermato da SVT”.
Per Colombara, appare dunque chiaro che il nodo principale da discutere sia il “possibile impatto sulle scelte organizzative delle scuole, a partire dalla diffusione della settimana corta”. E infatti rimarca: “Nel corso del tavolo (prefettizio, ndr), il Presidente di SVT ha dichiarato che l’azienda non ha mai condizionato le scelte delle scuole e che il passaggio alla settimana corta è stato una decisione autonoma di ciascun istituto. Esistono tuttavia documenti ufficiali delle stesse scuole che raccontano una storia diversa. E che sono ora agli atti del fascicolo prefettizio”.
Altro tema da approfondire, quello dei dati del servizio ritenuti essenziali per valutare correttamente eventuali rimodulazioni del servizio. Dati che – ha affermato Svt – sono pubblici e reperibili anche online, “all’interno dei bilanci e della Carta dei Servizi”.
Non secondo Colombara: “Non esistono ancora dati pubblici e verificabili su come funziona oggi il servizio: puntualità effettiva delle corse, corse non effettuate, livelli di carico, coincidenze mancate per tratta e per istituto, quali tratte sono più in difficoltà e altro”.
Infine, dal consigliere di PUGV un richiamo alle rispettive responsabilità da parte di Comune e Provincia di Vicenza, soci di SVT: “Nel corso del tavolo il CdA ha dichiarato che l’azienda è disponibile a rivedere il servizio, ma che per farlo serve un indirizzo preciso da parte dei soci. In altre parole: la palla è nel campo di chi possiede l’azienda. E chi possiede l’azienda ha non solo il diritto, ma il dovere di dare quell’indirizzo, tanto più oggi, quando entro fine 2026 scade l’affidamento in house e si dovrà decidere se e come rinnovarlo. Una decisione di quella portata non si può prendere senza un quadro completo e verificabile dei dati operativi. Il controllo analogo che i soci esercitano sull’azienda non è una facoltà: è un obbligo. E oggi quei dati non ci sono”, conclude Raffaele Colombara.






































