Tribunale di Bassano del Grappa, l’avvocato e consigliere comunale Luca Poncato replica all’ex presidente di Confindustria Bassano Bordignon

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L'ipotetico nuovo tribunale di Bassano
L'ipotetico nuovo tribunale di Bassano

Sul futuro del Tribunale di Bassano interviene Luca Poncato, consigliere comunale e avvocato cassazionista, contestando le posizioni espresse da Giuseppe Bordignon, già presidente del Raggruppamento Bassano di Confindustria. Al centro del confronto efficienza della giustizia e opportunità della riapertura del presidio giudiziario.

Tribunale di Bassano, il confronto si sposta sull’efficienza della giustizia

Si accende il confronto sul futuro del Tribunale di Bassano. Luca Poncato, consigliere comunale e avvocato cassazionista, interviene per replicare alle recenti dichiarazioni di Giuseppe Bordignon, ex presidente del Raggruppamento Bassano di Confindustria, favorevole alla riapertura del cosiddetto tribunale della Pedemontana.

Luca Poncato, capogruppo di Lista Tosetto Ripartiamo da Vicenza
Luca Poncato

Secondo l’autore della replica, il confronto pubblico rischia di svilupparsi più su percezioni e suggestioni che sulla reale conoscenza del funzionamento degli uffici giudiziari. Viene osservato che chi non opera quotidianamente nei tribunali può non conoscere le dinamiche organizzative che regolano il sistema e che proprio per questo sarebbe necessario affrontare il tema con maggiore prudenza.

Un elemento ritenuto significativo è la sostanziale contrarietà espressa dagli operatori del settore. Magistrati, avvocati, personale amministrativo e altri professionisti che lavorano negli uffici giudiziari veneti vengono indicati come largamente contrari alla riapertura del presidio bassanese, circostanza che, secondo il documento, meriterebbe un’attenta riflessione.

Giustizia prima della prossimità

Uno dei passaggi centrali riguarda la definizione del cittadino come “cliente” del servizio giustizia. Una visione contestata con decisione. Nella replica si sostiene infatti che il fine ultimo di un tribunale non sia soddisfare un cliente, ma garantire la giustizia. I cittadini, si afferma, non chiedono una giustizia più comoda o più vicina, bensì una giustizia efficace, specializzata, tempestiva e in grado di fornire risposte adeguate.

Viene inoltre contestata l’idea che il territorio chieda in modo unanime la riapertura del presidio. Al contrario, si ricorda come diversi sindaci dei Comuni direttamente coinvolti abbiano espresso in passato perplessità o contrarietà rispetto al progetto.

Processo telematico e organizzazione degli uffici

Nel documento viene richiamato anche il tema dell’accessibilità della rete giudiziaria evocato dalle raccomandazioni europee. Secondo l’autore, il vero problema italiano non sarebbe la distanza fisica dai tribunali, ma la durata eccessiva dei procedimenti, più volte oggetto di condanne da parte delle istituzioni europee.

L’evoluzione del processo telematico avrebbe inoltre ridotto in modo significativo la necessità per cittadini e professionisti di recarsi fisicamente negli uffici giudiziari. Di conseguenza, la questione centrale non sarebbe la prossimità della sede, ma la qualità e l’efficienza del servizio reso.

Infine viene contestata l’applicazione di criteri aziendalistici alla valutazione di un ufficio giudiziario. Un tribunale, si sostiene, non può essere giudicato principalmente sulla base di logiche economiche o manageriali, ma deve essere valutato in funzione della capacità di garantire una risposta giudiziaria efficace.

La conclusione è netta: la vera sfida per il sistema giudiziario non sarebbe moltiplicare le sedi, ma dotare quelle esistenti delle risorse umane e professionali necessarie. In quest’ottica, la riapertura del Tribunale di Bassano rischierebbe di creare una struttura sottodimensionata, con il pericolo di disperdere risorse pubbliche senza migliorare realmente il servizio offerto ai cittadini.