
Il 19 settembre l’associazione celebra un quarto di secolo di volontariato nelle residenze della Fondazione OIC, con incontro istituzionale e concerto.
VAdA Civitas Vitae, l’associazione dei Volontari Amici degli Anziani, celebra venticinque anni di attività sabato 19 settembre alla Civitas Vitae Angelo Ferro di Padova. L’iniziativa si inserisce nel settantesimo anniversario della Fondazione OIC ETS, all’interno della quale il gruppo di volontariato è nato nel 2001.
Il programma prevede alle 14, nel Salone della Residenza Pio XII, il momento istituzionale dedicato alla memoria dell’associazione, al presente e alle prospettive future. Alle 16.30 seguirà il concerto di Movie-Chorus, aperto alla cittadinanza.
Il lavoro nelle residenze punta ad affiancare la cura professionale con ascolto, compagnia e occasioni di partecipazione. Un tema che riguarda l’intero Veneto e che nel Vicentino è stato affrontato anche nel confronto sull’invecchiamento attivo e sulla qualità della vita degli anziani.
VAdA Civitas Vitae, relazioni e volontariato nelle residenze
L’associazione nacque con pochi volontari impegnati nella quotidianità delle strutture. Negli anni l’attività si è estesa alle persone con decadimento cognitivo, alle situazioni più complesse e al sostegno delle famiglie, mantenendo distinta la funzione dei volontari da quella degli operatori sanitari e assistenziali.
Durante la pandemia, quando l’accesso alle residenze era limitato, furono realizzati oltre quattrocento podcast per raggiungere gli ospiti nelle loro stanze. In seguito ripresero le visite compatibili con le misure sanitarie. Oggi l’organizzazione collabora anche con scuole, associazioni e progetti territoriali dedicati alle persone fragili.
La presidente Iolanda Gentile individua nel coinvolgimento dei giovani una delle sfide future. Il presidente di Fondazione OIC Andrea Cavagnis e il direttore generale Fabio Toso sottolineano invece la complementarità fra competenze professionali, famiglie, volontari e territorio. I venticinque anni di VAdA Civitas Vitae diventano così un’occasione per raccontare il valore delle relazioni nelle residenze e rilanciare la partecipazione volontaria.




































