Sulle orme di Sigerico, ripartiamo da Aosta e proseguiamo sul tracciato della via Francigena del Nord in direzione Chatillon, la città valdostana famosa per i suoi castelli. Mentre si punta ad una destinazione, però, non bisogna mai dimenticare di apprezzare il percorso. Sulla strada tra Aosta e Chatillon, infatti, sarebbe un peccato non fare una piccola tappa intermedia per ammirare il pittoresco castello di Fénis.

Il castello di Fénis

Sorto nel XIII secolo per volere della potente famiglia Challant, che ne deterrà la proprietà fino al XVII secolo, il castello di Fénis presenta due principali peculiarità. La prima è la sua posizione: il pendio su cui si affaccia la pianura su cui sorge è piuttosto insolito per una struttura difensiva. La seconda sono le sue torri: il castello è una “collezione” di quasi tutti i tipi di torre che  potevano essere edificati nel medioevo. Il suo perimetro ne racchiude un assortimento molto curioso: ve ne sono a pianta tonda, quadrata, di diverse altezze e superfici, dotate o meno di beccatelli e apparati a sporgere.

Castello di Fénis
(foto flickr: Roberto Rolla)

In età rinascimentale il castello assunse una funzione prettamente abitativa. È in questo periodo che i suoi muri si riempiono di affreschi (celebre è la raffigurazione di San Giorgio che uccide il drago), specialmente quelli del loggiato del piano superiore. Di grande interesse sono la cappella, con i suoi cicli di affreschi ispirati a alla Croficissione e ai santi, e la torre nell’angolo Nord-Ovest, che fu a lungo adibita a prigione.

Chatillon e il castello di Ussel

Usell Castello Chatillon
(Foto flickr: Michele Piccardo)

Giungiamo dunque alla nostra tappa vera e propria, Chatillon. Ad aspettare la nostra visita sono altri suggestivi castelli.

Adagiato su un costone di roccia che domina la valle su cui sorge la cittadina, il castello di Ussel veglia su Chatillon e sul fondovalle della Dora Baltea dal XIV secolo. In netta contrapposizione con lo scenografico castello di Fénis e le sue torri, questo fortilizio presenta invece una forma a parallelepipedo, o “monoblocco”. L’austerità della sua conformazione è spezzata dalle torrette che sporgono dai lati, senza però distaccarsene, e si stagliano in altezza. Allo stesso tempo, le facciate sono addolcite da elementi decorativi come le finestre bifore, che convivono con le feritoie tipiche dell’architettura militare.

I castelli Gamba e Passerin-D’Entrèves

Di ben più recente costruzione è il castello Gamba, sorto nel Novecento su uno strapiombo che affaccia sulla Dora Baltea. In seguito al restauro, terminato nel 2012, il castello è stato adibito a centro di arte moderna. Intorno al museo sorge inoltre un parco di circa 7000 mq nel quel sono custoditi esemplari secolari di varie specie vegetali, tra cui il più “anziano”, una sequoia originaria della California, risalente al 1888.

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Il Castello Gamba incorniciato dalle montagne (foto FB: Castello Gamba)
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Il Castello Passerin-D’Entrèves (foto: WikiMedia Commons)

Il parco è il fiore all’occhiello anche di un altro castello di Chatillon, quello dei Passerin-D’Entrèves, del quale è l’unica parte aperta al pubblico. Il palazzo settecentesco è infatti una villa privata, ma il suo splendido giardino, casa di ben 33 piante monumentali, è visitabile da marzo a novembre, nel pieno del suo splendore.

Fatta eccezione per il castello Gamba, purtroppo i castelli di Chatillon ad oggi possono essere visitati, salvo rare occasioni, solo dall’esterno. Vale comunque la pena godere della loro fiera maestosità, in attesa di riprendere la nostra strada verso Roma, senza però perderci nessuna delle meraviglie che si presentano sul cammino.