Alife, tra i suoi tesori alla luce del sole e quelli nascosti – La Via Francigena destinazione Roma, la 21ª tappa dal Sud

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Mura di Alife
(Foto FB: Filippo Fecondo)

Alife è la prossima tappa campana del nostro viaggio verso Roma lungo la Via Francigena del Sud. Un piccolo centro di origine sannitica, che dovette ricoprire un ruolo di rilievo proprio in quel periodo, come testimoniano le monete d’argento provenienti dalla città.

Le mura e l’anfiteatro romano

La cittadina presenta ancora oggi la tipica pianta romana, che vedeva intersecarsi le due direttrici principali del cardo e del decumano.  Una delle testimonianze storiche e culturali più importanti di Alife sono infatti le mura di cinta. Quattro porte posizionate lungo i lati (Porta Piedimonte, Napoli, Fiume e Roma), intramezzate da torri di forma quadrangolare nei pressi delle arterie principali ed esagonali alle estremità sono ciò che abbiamo oggi, grazie anche al fatto che la fortificazione, invece di cadere in rovina, nel corso dell’Alto Medioevo ricevette degli importanti rimaneggiamenti.

Alife primi del '900
Alife ritratta in una cartolina d’epoca (foto FB: Cartoline d’epoca della provincia di Caserta)
Anfiteatro Alife
Vista aerea dell’anfiteatro (foto FB: Tesori dell’Alto Casertano)

Sempre risalente all’epoca romana è l’anfiteatro, scoperto nel 1976 durante alcuni rilevamenti aerei: l’assenza di vegetazione in un punto appena fuori Porta Napoli fece sospettare che sotto la terra potesse essere sepolta una struttura. Gli scavi riportarono quindi alla luce una parte dell’anfiteatro che, nel corso dei lunghi secoli che hanno separato la sua attività dalla sua riscoperta, era stato smembrato per riciclarne i materiali. L’antico edificio, inoltre, si trovava ricoperto non solo di terra, ma anche di abitazioni, che ancora oggi impediscono di riportarlo completamente alla luce. Secondo le dimensioni della pianta, si ipotizza che l’anfiteatro dovette essere tra i più grandi dell’Impero, arrivando ad accogliere circa 14.000 spettatori.

Cattedrale Alife
La cattedrale di Alife, di origine normanna (foto FB: Claudio De Siena)

Alife medievale

Il periodo successivo alla caduta dell’Impero vide Alife diventare un centro prima longobardo e poi normanno, come testimoniano i resti di quello che dovette essere un enorme castello. Il mancato abbandono delle mura racconta come ancora vi fosse necessità di difendere la città, saccheggiata dai Saraceni nel IX secolo e successivamente teatro di lotte per il dominio su di essa. Alife, purtroppo, è stata vittima anche delle calamità naturali. Diversi sismi hanno infatti più volte danneggiato Alife, a partire dal primo registrato nel IV secolo d.C., fino all’ultimo, risalente a dieci anni fa.