ViAmbiente e termovalorizzatore, Fratelli d’Italia attacca la maggioranza di Schio: “Città isolata e rischi enormi”

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I sindaci dei comuni di ViAmbiente Schio
I sindaci dei comuni di ViAmbiente

Il caso ViAmbiente Schio infiamma il dibattito politico cittadino. Fratelli d’Italia accusa la maggioranza di aver trascinato il Comune in uno scontro ideologico e giudiziario sul futuro di AVA e del termovalorizzatore, denunciando rischi economici, isolamento istituzionale e possibili conseguenze contabili.

ViAmbiente Schio, nuovo scontro politico sul futuro di AVA e del termovalorizzatore

Il caso ViAmbiente Schio continua a scuotere il dibattito politico dell’Alto Vicentino, mentre cresce la tensione attorno alla gestione del servizio rifiuti, al futuro di AVA e al progetto della nuova società di gestione.

Alex Cioni e Gianmario Munari (FDI Schio)
Alex Cioni e Gianmario Munari (FDI Schio)

Dopo la richiesta avanzata dal centrosinistra di convocare con urgenza un Consiglio comunale straordinario sulla vicenda AVA/ViAmbiente, arriva ora un duro attacco del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia composto da Alex Cioni e Gianmario Junior Munari, che accusano la maggioranza scledense di aver trascinato il Comune in uno scontro politico e giudiziario dagli esiti imprevedibili.

Nel comunicato diffuso dai consiglieri di opposizione si parla apertamente di una situazione «surreale», caratterizzata da «diffide incrociate, ricorsi e conflitti aperti» tra Comune, Consiglio di Bacino e società di gestione.

Fratelli d’Italia riconosce che alcune delle preoccupazioni sollevate dalla maggioranza sulla governance della nuova società e sul tema del termovalorizzatore possano avere elementi di legittimità, ma critica duramente il metodo scelto dall’amministrazione.

Secondo Cioni e Munari, il problema sarebbe stato affrontato in maniera ideologica e senza adeguate basi tecnico-giuridiche.

«Si è scelto di far prevalere una posizione ideologica e di pancia — scrivono — trasformando il termovalorizzatore nella rappresentazione simbolica di tutti i mali, senza valutare fino in fondo conseguenze, costi e rischi».

Per Fratelli d’Italia, il recesso deliberato dalla maggioranza dal nuovo assetto societario avrebbe dovuto essere accompagnato da una istruttoria rigorosa sul piano economico, amministrativo e legale.

Nel comunicato si sottolinea infatti che, pur essendo previsto dalla legge, il recesso richiederebbe motivazioni solide e dimostrazioni concrete di sostenibilità finanziaria e tutela dell’interesse pubblico.

Secondo l’opposizione, invece, mancherebbero ancora dati certi sui costi effettivi, sui rischi e sulle conseguenze del percorso intrapreso.

Da qui la preoccupazione per un possibile lungo contenzioso istituzionale e giudiziario.

«Proseguire lungo questa strada espone Schio a uno scontro lungo, costoso e dagli esiti imprevedibili», sostengono i consiglieri di Fratelli d’Italia.

Particolarmente duro anche il passaggio rivolto ai consiglieri di maggioranza di Noi Cittadini, invitati a riflettere attentamente prima di sostenere la mozione presentata da Maculan e Vantin.

Secondo Fratelli d’Italia, infatti, il voto non avrebbe soltanto valore politico ma potrebbe produrre conseguenze amministrative ed economiche rilevanti.

Nel comunicato viene evocata persino la possibilità di futuri rilievi della Corte dei Conti.

«Qualora da questo contenzioso dovessero derivare danni economici per il Comune, maggiori costi del servizio o spese legali rilevanti — scrivono — non si può escludere che la Corte dei Conti possa valutare eventuali profili di responsabilità contabile».

L’opposizione critica inoltre quella che definisce la “narrazione vittimistica” della maggioranza, accusata di dipingere Schio come isolata contro tutti.

Secondo Fratelli d’Italia, la giunta starebbe alimentando l’idea di essere l’unica forza impegnata a difendere gli interessi della città, mentre tutte le minoranze, i Comuni del territorio e gli enti sovracomunali verrebbero descritti come avversari.

Una ricostruzione che Cioni e Munari definiscono «falsa e tendenziosa».

«Oggi Schio è scivolata in un isolamento politico e amministrativo senza precedenti», sostengono i consiglieri.

Nel mirino finisce anche il tema del ristoro ambientale legato al termovalorizzatore, che la maggioranza avrebbe presentato come una propria conquista politica.

Per Fratelli d’Italia si tratterebbe invece semplicemente di un obbligo previsto dalla normativa regionale.

«Definire il ristoro ambientale una conquista di questa maggioranza è surreale», affermano Cioni e Munari.

L’opposizione si chiede inoltre quanti fondi il Comune avrebbe perso negli anni proprio a causa del continuo scontro istituzionale con AVA.

Il caso ViAmbiente Schio si conferma dunque uno dei fronti politici più delicati per la città, intrecciando questioni ambientali, gestione dei rifiuti, equilibri territoriali e tensioni amministrative che rischiano di avere conseguenze significative sia sul piano economico sia su quello istituzionale.