
Quantità contro qualità: la maggioranza della sindaca Marigo a Schio interviene sul tema raccolta differenziata dei rifiuti da parte di ViAmbiente. Non un attacco, ma di certo una “marcatura stretta“, rubando al gergo calcistico, del nuovo gestore dei rifiuti nel bacino territoriale, ViAmbiente, nato dalla già più volte trattata fusione tra Alto Vicentino Ambiente e Soraris, alla quale Schio si era opposta.
L’occasione per le critiche del Comune di Schio, che attualmente è servito da Viambiente in proroga, dopo aver deciso per il recesso da Ava e in attesa di individuare il nuovo gestore, sono date da alcuni dati diffusi a sei mesi dall’avvio della nuova raccolta del rifiuto secco-indifferenziato con i contenitori stradali smart, in quattro comuni: Caltrano, Chiuppano, Fara Vicentino e Malo.
“Il dato più significativo riguarda proprio il rifiuto secco-indifferenziato pro capite annuo prodotto dai cittadini di questi 4 Comuni: in media è già sceso sotto gli 80 kg per abitante all’anno, in linea con la soglia indicata dal Piano Regionale Rifiuti del Veneto come obiettivo al 2030″, ha comunicato Viambiente.
Su questa affermazione, in particolare, si concentra l’intervento dei consiglieri comunali di maggioranza Marco Vantin, Cristiana Dalla Fina (Gruppo Consiliare Civitas Schio), Antonella Nardello, Albino Mosele ( Noi Cittadini con Cristina Marigo). “Sebbene la riduzione del secco indifferenziato sia un segnale incoraggiante, definire ‘centrati’ gli obiettivi 2030 appare una valutazione prematura oltre che imprecisa“, affermano.
I consiglieri, richiamano Giovanni Cattelan, presidente di ViAmbiente, a un’analisi più attenta dei parametri fissati dal Piano Regionale Rifiuti. “L’obiettivo degli 80 kg pro-capite, spesso citato, non rappresenta l’obiettivo che il Piano assegna a nostro territorio Bacino Vicenza, ma rappresenta la media regionale attesa al 2030, includendo tutti i Comuni veneti e considerando in quel dato l’esistenza delle grandi città e delle aree a forte afflusso turistico alle quali, in ragione di questo, il Piano consente target diversi, e più ‘morbidi’, da raggiungere prescrivendo invece agli altri ambiti territoriali obiettivi più ambiziosi, come nel nostro caso”.
La qualità dei rifiuti raccolti, dunque, piuttosto che la qualità occupa uno spazio centrale nell’analisi dei consiglieri comunali di Schio: “Non è più sufficiente misurare quanto materiale viene separato, ma quanto di esso viene effettivamente trasformato in nuova materia, il cosiddetto tasso di riciclo effettivo – sostengono -.
Come autorevolmente sottolineato dalla Dott.ssa Tesser di ARPAV in occasione dell’Ecoforum Veneto 2025 – proseguono dalla maggioranza -, permangono forti perplessità sulla qualità dei conferimenti effettuati tramite sistemi stradali, anche se smart, sui quali l’Agenzia regionale ha avviato una corposa campagna di monitoraggio merceologica al fine di determinare la qualità dei rifiuti in essi conferiti ponendo l’accento sulle forti perplessità collegate ai costi, molto elevati, di questi sistemi e al rischio esistente rispetto a investimenti cospicui che non realizzino poi infine gli obiettivi di Piano”.
Secondo i consiglieri comunali di maggioranza a Schio, è soprattutto una questione di scelta del metodo di riiro dei rifiuti: “Una qualità inferiore del rifiuto raccolto pregiudica le percentuali reali di riciclo. Questa non è una novità: già nel Piano Industriale AVA del 2008 veniva evidenziato come il sistema di raccolta porta a porta garantisse una bassa impurezza del materiale e una performance superiore rispetto ai cassonetti. Una lettura attenta dei documenti storici e dei piani industriali dell’azienda dovrebbe guidare scelte tecnologiche più orientate al risultato qualitativo”.
Gli esponenti della maggioranza Marigo aggiungono elementi, confrontando lo stato delle cose nel proprio ambito territoriale, con quello della provincia di Treviso, “realtà socio-economica simile alla nostra – affermano -” dove “grazie a un consolidato sistema di raccolta domiciliare, Treviso produce 46 kg di secco pro-capite. Anche restando nel nostro bacino, i comuni ex Soraris, con il porta a porta, si attestano già sui 62 kg. È evidente che il margine di miglioramento per l’Alto Vicentino è ancora notevole“.
I consiglieri intervengono anche sul Masterplan: “Accogliamo con favore l’adozione della tariffazione puntuale e della misurazione del secco aderendo così alle previsioni normative, pratiche che da tempo indichiamo come parte del processo di responsabilizzazione personale nel complesso meccanismo del conferimento dei rifiuti. Tuttavia, se si perseguissero con convinzione gli obiettivi di riduzione più ambiziosi (i 67 kg previsti), l’intero Masterplan pensato con l’unico obiettivo di pervenire ad un ampliamento dell’impianto di termovalorizzazione di Schio risulterebbe obsoleto dimostrando come la vera sfida per il futuro non sia limitarsi a gestire l’eccedenza di rifiuti, ma ridurne l’esigenza di smaltimento finale attraverso la qualità della raccolta, applicando pratiche consolidate, economiche e dai risultati garantiti”.
Queste, infine, le conclusioni cui pervengono i consiglieri: “Consideriamo questi primi risultati come un punto di partenza e non di arrivo. Invitiamo ViAmbiente e i sindaci del territorio a una pianificazione più rigorosa e a un’analisi strutturata dei dati e dei risultati, basata sui reali obiettivi di bacino e sulla massimizzazione del riciclo effettivo, affinché l’Alto Vicentino torni a essere un modello di gestione ambientale d’avanguardia”.



































