Referendum giustizia, appello del mondo cattolico vicentino: “Andate a votare”

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Avvocati e toghe referendum giustizia vicenza
Toghe da avvocato

Ventisette esponenti del mondo cattolico di Vicenza hanno sottoscritto un appello rivolto agli elettorali: andate a votare per il Referendum sulla Giustizia.

Tra i firmatari figurano esponenti dell’associazionismo e del mondo ecclesiale. Tra gli altri il segretario della Cisl vicentina Raffaele Consiglio, il presidente diocesano di Azione Cattolica Dino Caliaro, il direttore dell’Ufficio pastorale Lucio Turra e Lauro Paoletto, per molti anni direttore responsabile del settimanale diocesano La Voce dei Berici.

Questo il testo dell’appello, dal titolo “L’importanza di un voto, l’importanza della Costituzione“.

Il prossimo referendum sulla riforma della Magistratura rappresenta un passaggio rilevante per riflettere sull’assetto istituzionale del nostro Paese. La democrazia è un bene prezioso da custodire e rafforzare. Anche molti cattolici hanno contribuito e contribuiscono alla sua crescita, nella consapevolezza che essa vive di partecipazione, responsabilità e rispetto delle regole comuni.

Elemento decisivo di ogni sistema democratico è l’equilibrio tra le istituzioni e la loro piena autonomia, a garanzia della separazione dei poteri. Senza questo equilibrio la democrazia si indebolisce e rischia di perdere credibilità. Questo è un elemento centrale che ci interpella come cittadini e credenti anche in questo appuntamento referendario. 

Al di là delle posizioni relative al quesito referendario, meritano attenzione le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciate il 18 febbraio al Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, con cui ha richiamato il valore costituzionale del Csm e il rispetto che tutte le istituzioni  sono chiamate a manifestargli. 

Quando si interviene su organi di rilievo costituzionale servono equilibrio, prudenza e sobrietà nei toni. Il clima di queste settimane, segnato da contrapposizioni, suscita preoccupazione. Le riforme della Carta dovrebbero nascere da un confronto ampio e condiviso, non da decisioni assunte a colpi di  maggioranza. La stagione delle modifiche costituzionali approvate senza un largo consenso ha alimentato polarizzazioni che non giovano alla qualità della vita democratica.

Il referendum di fine marzo rischia di lasciare ulteriori tensioni nel sistema istituzionale. Proprio per questo come credenti impegnati in ambito ecclesiale e civile riteniamo sia importante informarsi e partecipare al voto. Trattandosi di un referendum costituzionale senza quorum, ogni voto pesa in modo determinante. Partecipare significa prendersi cura della Costituzione e contribuire, con responsabilità personale, alla solidità della nostra democrazia”.