Scuole Disarmate Vicenza e progetto “L’Obbedienza non è più una virtù”: al Rossi indagine su 1561 studenti contro la guerra

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Scuole Disarmate Vicenza: al Rossi indagine su giovani e guerra
Scuole Disarmate Vicenza: al Rossi indagine su giovani e guerra

All’ITIS Rossi di Vicenza presentati i risultati dell’indagine “Giovani e Guerre” promossa da Scuole Disarmate Vicenza: 1561 studenti coinvolti, forte rifiuto della guerra e richiesta di maggiore informazione e ruolo della scuola.

Scuole Disarmate Vicenza: al Rossi indagine su giovani e guerra

Si è svolto a Vicenza, nell’Aula Magna dell’ITIS A. Rossi, l’incontro pubblico “Pace e Guerre – Un’indagine tra gli studenti e le studentesse vicentini”, promosso dal Gruppo Scuole Disarmate Vicenza nell’ambito del progetto “L’Obbedienza non è più una virtù”, con il supporto dell’associazione Oikos .

La serata, partecipata da studenti, docenti e cittadini, ha rappresentato un momento di restituzione pubblica dei risultati dell’indagine “Giovani e Guerre”, che ha coinvolto 1561 studenti di 15 scuole superiori di Vicenza e provincia .

Un’indagine sul punto di vista dei giovani

La ricerca, curata dai sociologi Giuseppe Pellegrini (Università di Trento) e Silvia Cataldi (Università La Sapienza di Roma), ha indagato il rapporto dei giovani con i temi della guerra, della pace, dell’informazione, del servizio militare e del ruolo della scuola.

Dai dati emerge una generazione tutt’altro che indifferente: circa il 70% degli intervistati si dichiara preoccupato per un possibile coinvolgimento dell’Italia in un conflitto, mentre prevalgono sentimenti di inquietudine e allarme rispetto a scenari di guerra globale .

Tra le emozioni più ricorrenti emergono tristezza, paura, rabbia e senso di sfinimento, segno di un forte coinvolgimento emotivo di fronte alle notizie di guerra.

Il rifiuto della guerra come risposta ai conflitti

Uno degli aspetti più significativi riguarda il rapporto con il servizio militare. Solo il 35,1% degli studenti dichiara che si arruolerebbe in caso di chiamata obbligatoria, mentre il 37,5% afferma che sceglierebbe di lasciare il Paese .

Un dato che evidenzia una diffusa distanza culturale dalla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e una forte richiesta di alternative fondate su pace e diplomazia.

La richiesta di più conoscenza e strumenti critici

Dall’indagine emerge anche un bisogno chiaro: gli studenti chiedono più strumenti per comprendere le guerre. In particolare, il 39,2% indica la necessità di approfondire le cause dei conflitti, seguito dal ruolo dell’Italia e dagli aspetti umanitari .

Si tratta di una domanda esplicita rivolta alla scuola e alle istituzioni, affinché offrano strumenti di lettura più approfonditi delle dinamiche internazionali.

Il ruolo della scuola e della comunità

L’iniziativa ha sottolineato il ruolo centrale della scuola come spazio di pensiero critico e formazione civica. Il progetto “L’Obbedienza non è più una virtù” nasce infatti con l’obiettivo di contrastare la narrazione della guerra come inevitabile, promuovendo invece responsabilità personale e cittadinanza attiva .

Durante la serata hanno trovato spazio anche le testimonianze dirette di studenti e insegnanti, che hanno evidenziato il valore educativo del percorso.

Un contributo significativo è arrivato anche dai musicisti del Canzoniere Vicentino, che hanno accompagnato l’incontro con brani popolari contro la guerra.

Un messaggio chiaro dalle nuove generazioni

Dall’incontro emerge un messaggio netto: i giovani non chiedono slogan, ma strumenti per capire e costruire alternative alla guerra.

Un segnale che interpella scuola, istituzioni e società nel loro complesso, chiamate a rispondere con percorsi educativi capaci di formare coscienze consapevoli, critiche e orientate alla pace .