Pace e Guerre: a Vicenza un’Indagine per capire cosa ne pensano gli studenti e le studentesse

285
pace guerre vicenza libertà di essere

L’Associazione Oikos di Vicenza e un gruppo di lavoro che ha riunito esperti e insegnanti ha progettato un’indagine sul tema “Pace e Guerre” che ha coinvolto 1561 studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado di Vicenza e provincia.

L’indagine è stata curata dai sociologi Giuseppe Pellegrini, docente all’università di Trento e Silvia Cataldi dell’Università La Sapienza di Roma. Gli esiti dello studio saranno esposti nel corso dell’incontro pubblico “Pace e Guerre – Un’indagine tra gli studenti e le studentesse vicentini”, in programma venerdì 20 marzo 2026, alle 20 e 30 presso l’Istituto Rossi di Vicenza.

Gli studenti hanno risposto a domande sull’informazione, i conflitti nella vita quotidiana, l’impegno  per la pace delle nuove generazioni e delle scuole, il servizio militare e il servizio civile. 

Sul sotto tema dell’informazione su pace e guerre, dalle risposte degli studenti delle scuole di Vicenza e provincia è emerso che “le fonti più utilizzate per avere notizie sui conflitti armati sono Internet (75,8%) e la televisione (62,7%). Quasi sei studenti su dieci – spiegano i promotori – ritengono che le informazioni ricevute siano  sufficienti. Mettendo a confronto i due conflitti che in dicembre erano più rappresentati dai media,  si nota che i giovani si sentono più informati della situazione in Ucraina”. 

Passando ai conflitti quotidiani, “si tratta di situazioni che si vivono frequentemente, soprattutto per divergenze valoriali e per giudizi ingiustificati – aggiungono gli organizzatori dell’indagine -. Si registrano diversità considerevoli tra maschi e femmine per quanto riguarda i movimenti emozionali: rabbia, frustrazione e disprezzo sono state segnalate maggiormente dalle studentesse”.

Il sottotema del necessario impegno per la pace “il settantuno per cento dei rispondenti è disponibile a impegnarsi per la pace e i diritti umani – emerge -. Ci si attiva soprattutto studiando per acquisire maggiori competenze (28,9%), sensibilizzando la comunità (28%) e impegnandosi in politiche di pace (22,5%). Metà degli studenti  ritiene comunque di essere interessata ad altri temi e considera che solo i potenti possano decidere sui futuri scenari di pace”. 

Ma qual è la percezione delle guerre? Gli studenti hanno risposto così: “Quattro giovani su dieci si dicono preoccupati della possibilità di una guerra globale e ancora di più (il 70%) si dichiara preoccupato per un eventuale coinvolgimento del nostro Paese in un conflitto armato”.

Sul tema del ruolo delle scuole in materia di diritti umani, “pur riconoscendo un generale impegno delle scuole in iniziative di pace, il 47,5% ritiene che non sia sufficiente. Gli intervistati riconoscono che l’impegno per la pace  e i diritti umani sia per il 37,7% delle associazioni della società civile e per il 37,1 dell’ONU”.

Dall’analisi è emersa anche la posizione degli intervistati su servizio militare e servizio civile: “La volontà di arruolarsi per il servizio militare sia in tempo di pace che in tempo di guerra – spiegano i promotori – raccoglie il favore di una percentuale di giovani che va dal 27 al 30%. Un  dato rilevante riguarda il fatto che percentuali più alte si registrano per chi non sceglierebbe  nessuno dei due: 43,3% in tempo di pace, 33,7% in tempo di guerra. Nel caso di chiamata  obbligatoria in tempo di guerra, solo il 35,1% si arruolerebbe”.

L’indagine su pace e guerre svolta nelle scuole di Vicenza e provincia, viene così motivata: “Viviamo in un periodo di caratterizzato da un numero di conflitti armati e tensioni internazionali senza precedenti nella storia dell’umanità. Questa situazione è sotto gli occhi di tutti grazie allo sviluppo recente dei media che, con moltissimi strumenti, informano e rendono note immagini e  notizie provenienti da tutto il mondo”.

Per questi motivi, gli organizzatori dell’indagine affermano che “di fronte a questa massa di informazioni ci si chiede spesso: qual è il punto di vista dell’opinione pubblica? E in particolare, cosa ne pensano i giovani”? Da queste considerazioni l’inziativa svolta nelle scuole.