Trasporto pubblico locale e nuovi bacini, Filt Cgil Veneto: “Riforma a metà, serve bacino unico”

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Il bacino unico del Trasporto pubblico locale (Tpl) del Veneto è la soluzione per migliorare l’efficienza del settore e rilanciarlo.

Questa la posizione espressa da Filt Cgil Veneto dopo che, nei giorni scorsi, la Regione ha avviato la riorganizzazione dei bacini territoriali.

Tra le novità principali – lo ricordiamo – la nascita di nuovi bacini accorpando le province (Vicenza-Padova-Treviso e Rovigo-Verona). L’obiettivo è migliorare la programmazione dei servizi e renderli più aderenti alle esigenze di mobilità dei cittadini.

La proposta, approvata dalla Giunta regionale, dovrà ora essere esaminata dalla competente Commissione consiliare prima di proseguire il proprio iter.

Tpl Veneto e nuovi bacini, Filt Cgil: “Serve bacino unico”

La rappresentanza Cgil veneta dei lavoratori dei trasporti sostiene di aver apprezzato l’iniziativa regionale per la riduzione del numero dei bacini provinciali, ma “rimane l’amarezza per l’ennesima opera non del tutto compiuta. Come Filt Veneto da tempo crediamo e rivendichiamo in tutti i tavoli istituzionali come la strada da percorrere sia quella del bacino unico regionale.

Solo un bacino unico, a governo regionale in cui alle Province venga riconosciuto comunque peso necessario e la specificità avrebbe potuto garantire le necessarie efficienze di scala per rilanciare il settore. Oltre 40 aziende del settore del Tpl, nel territorio veneto, sono decisamente troppe: lo sono per i cittadini su cui sempre più spesso ricade il peso delle mancate scelte strategiche, e lo sono anche per i lavoratori del settore, dato che la contrattazione diventa sempre più difficoltosa. Ma lo sono anche per gli enti di governo che, a causa di scelte istituzionali incompiute, sono del tutto prive di risorse, umane e finanziarie, per garantire la funzione sociale del trasporto pubblico”.

Uno scenario, così come viene tratteggiato dal sindacato, che vede ogni territorio attrezzato a modo suo, “favorendo le linee turistiche, remunerative, a scapito del servizio universale e come tale meno remunerativo”, cita la Filt Veneto come esempio.

Filt Veneto si dice dubbiosa sui risultati di rilancio del settore e per migliori condizioni di lavoro per gli autisti. “Da parte nostra – conclude la sigla sindacale – confermiamo la disponibilità ad un confronto, sperando che non si prosegua, come in passato, sulla strada di un ascolto fine a se stesso, nell’interesse dei lavoratori che rappresentiamo.

Chiediamo infatti garanzie sia per il rilancio del settore, sia perché le risorse eventualmente recuperate nella costituzione delle agenzie vengano reinvestite per la promozione del Tpl sia perché una sinergia extraprovinciale non diventi un modo per promuovere illegittime pratiche di concorrenza, o meglio di dumping sociale tra i lavoratori che potrebbero essere chiamati in supporto ad altri territori o ad altre aziende”.