Referendum Giustizia, in Veneto il NO vince in 5 capoluoghi su 7. Ma in Regione vince il Sì. Le reazioni regionali e vicentine

644
referendum giustizia veneto

l No al referendum consultivo sulla Giustizia vince in cinque dei sette capoluoghi di Provincia del Veneto. Il dato regionale si va invece assestando su una vittoria del Sì, con il 58,4% circa.

La percentuale più alta di bocciatura del quesito referendario è stata registrata a Padova con il 56,80%, seguita da Venezia con il 55,13%, da Belluno con il 53,45%, da Vicenza con il 51,69% e da Treviso con il 50,39%.

Il Sì ottiene la vittoria più larga a Rovigo con il 53,89%, seguito da Verona, con il 52,04%.

IL REFERENDUM SU ELIGENDO 

Referendum Giustizia: le razioni in Veneto e a Vicenza

Sulla base di questi risultati giungono le prime reazioni all’esito del Referendum sulla Giustizia dal mondo politico veneto e vicentino.

“Va preso atto con rispetto dell’esito nazionale della consultazione referendaria, che ha visto prevalere il no. In Veneto, però, resta un dato molto chiaro: un’affluenza oltre il 63% e un consenso ampiamente maggioritario per il sì”, le prime parole sul Referendum sulla Giustizia del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.

“Il risultato – prosegue Zaia – consegna un Paese con differenze territoriali molto evidenti. In alcune regioni del Nord il Sì ha prevalso in modo netto, e questo pone interrogativi politici veri sul rapporto tra territori, domanda di riforme e capacità del Paese di affrontare cambiamenti strutturali. Il risultato nazionale non lascia dubbi”, conclude Zaia.

“Il risultato del referendum parla chiaro: i cittadini hanno espresso un messaggio inequivocabile in difesa della Carta costituzionale“. Così il capogruppo del Pd in Consiglio regionale del Veneto, Giovanni Manildo. Quando si decide di intervenire sui pesi e contrappesi della nostra democrazia, la via non può essere quella delle prove di forza, ma quella di un confronto serio, approfondito e, soprattutto, condiviso. Questo tipo di riforme devono essere discusse nella loro sede naturale, il Parlamento, e non trasformate in bandiere ideologiche da imporre al Paese”.

“Il risultato del referendum sulla giustizia è una vittoria importante per il fronte del ‘no’ e per chi, come noi, ha difeso la Costituzione e l’indipendenza della magistratura contro una riforma pericolosa voluta dalla destra al governo”, dichiara l’eurodeputata del Veneto Cristina Guarda di Alleanza Verdi e Sinistra. “Da veneta non ignoro affatto il dato del mio territorio, dove il ‘sì’ ha prevalso, ma proprio per questo rivendico con forza il ‘No’: gli italiani hanno respinto un disegno che concentrava ancora più potere nell’esecutivo e indeboliva l’indipendenza della magistratura. Il Veneto esprime una richiesta di efficienza e di tempi certi, che è sacrosanta, ma che questa riforma non avrebbe in alcun modo garantito” conclude Guarda.

Il Partito Democratico provinciale di Vicenza esprime grande soddisfazione per l’esito del referendum: “Si tratta di un risultato importante, che conferma la solidità della posizione sostenuta dal PD e il lavoro capillare portato avanti su tutto il territorio” come “a Vicenza e Schio, insieme a un netto miglioramento dei risultati complessivi in tutta la provincia, anche rispetto alle recenti elezioni regionali”, dichiara il segretario provinciale Davide Giacomin.

“Questa vittoria è il frutto di un impegno collettivo – aggiunge l’onorevole Rosanna Filippin – fatto di ascolto, confronto e presenza costante tra le persone. I cittadini hanno dimostrato senso civico e attenzione ai temi della democrazia e della giustizia”.

Il Partito Democratico di Vicenza sottolinea come a Vicenza la maggioranza abbia scelto di votare NO. “Il voto anche a Vicenza è una bocciatura netta di una riforma sbagliata, costruita più per ragioni ideologiche e di propaganda che per risolvere i problemi reali della giustizia”, dichiara il segretario cittadino Corrado Battilana. “Il governo esce indebolito da questo risultato” e anche in città – ha aggiunto – “chi ha sostenuto questa riforma dovrà ora assumersi la responsabilità politica di una sconfitta evidente”.

“È stato un voto politico quello che ieri e oggi ha decretato la vittoria del No e il conseguente rigetto della riforma costituzionale della giustizia”, fanno sapere dal Psi Vicentino che ricorda il suo schieramento per il SÌ. “La discesa in campo della Meloni a favore del SÌ – aggiungono -, ha certificato trattarsi di un referendum politico trasformando la sconfitta del SÌ in una sconfitta della destra al Governo. Una sconfitta della destra nonostante il centrosinistra in campagna elettorale si fosse presentato diviso. Il risultato del referendum deve essere un segnale importante anche per il centrosinistra che ha bisogno di costruire un’alleanza su di un programma unitario e in grado di coinvolgere gli elettori”, conlude Luca Fantò, segretario provinciale PSI-Avanti! Vicenza.

“Con oltre due milioni di voti di scarto il NO ha vinto in maniera netta sul SI – affermano Leonardo Nicolai, Mattia Pilan, Martina Corbetti di Coalizione Civica Sinistra Verdi
-, ma è il dato di Vicenza città anche che ci riempie di orgoglio. Anche qui infatti vince il NO, con un buon margine di quasi 2000 voti, pur avendo qui in città personalità politiche di peso regionale del centrodestra che in queste settimane hanno fatto una campagna battente. Dal secondo turno delle amministrative il fronte democratico ha guadagnato 3314 voti, contro gli appena 2067 incassati dalla destra”.

Giovanni Glorioso, Rappresentante del Gruppo Territoriale “Città di Vicenza” – Movimento 5 Stelle, commenta così: “Due anni fa abbiamo convintamente sostenuto Giacomo Possamai al secondo turno delle elezioni del 2023 perché abbiamo sempre creduto in un grande fronte democratico e progressista con regole chiare e obiettivi precisi. In questa campagna referendaria siamo stati al fianco di tante forze politiche locali, a partire da Alleanza Verdi Sinistra con la quale il rapporto è ormai consolidato, e il risultato si è visto. Anche qui a Vicenza la destra ne è uscita sconfitta. Pur con il vento in poppa delle regionali, anche qui vince il NO ed è una grande soddisfazione”.

“Una boccata d’ossigeno per la Democrazia”, così esordiscono Giancarlo Puggioni e Danilo Andriollo rispettivamente segretario provinciale della CGIL di Vicenza e presidente della ANPI vicentina. “Esprimiamo apprezzamento – proseguono Puggioni e Andriollo – per i risultati anche a Vicenza e nel vicentino, e ringraziamo i tanti e le tante attiviste, i comitati nelle zone che hanno contribuito al risultato. Il governo cercava con questo appuntamento elettorale la piena legittimazione popolare per proseguire nel suo disegno autoritario: così non è stato. Ora – chiosano Puggioni e Andriollo – deve aprirsi una nuova fase per affrontare i problemi sociali e del lavoro, e per una prospettiva di pace. Si può aprire davvero una nuova primavera”.

(in aggiornamento)