Evento “di sinistra” per licei di Vicenza: l’accusa di Nicolò Stefano Aldighieri (FdI)

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Nicolò Stefano Aldighieri su degrado San Pio X e viale della pace licei vicenza
Nicolò Stefano Aldighieri, Consigliere di Quartiere - Zona 3

Un evento “di sinistra” per gli alunni dei licei Quadri e Pigafetta di Vicenza: l’accusa è di Nicolò Stefano Aldighieri, vicepresidente regionale di Gioventù Nazionale Veneto, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, intervenendo sull’incontro “Educare alla politica, oggi”, in programma alla Biblioteca civica Bertoliana.

Il riferimento è all’evento in programma lunedì 18 maggio a Palazzo Cordellina nell’ambito del progetto promosso dalla Casa di cultura popolare e dalla Biblioteca civica Bertoliana con la collaborazione dei divulgatori Martina Carone e Salvatore Borghese (YouTrend). Porteranno i saluti dell’amministrazione comunale Leonardo Nicolai, assessore alle politiche giovanili, Alberto Galla, presidente della Bertoliana, e Luisa Consolaro, consigliera comunale e presidente della Casa di cultura popolare.

Per Aldighieri, nulla contro il trattare il tema della politica, nel senso più ampio, tra i banchi di scuola. Ma l’evento in questione sarebbe troppo “indirizzato” e rischierebbe di condizionare gli studenti dei due licei di Vicenza.

“È grave portare nelle scuole iniziative dal chiaro sapore politico. Non perché la politica sia qualcosa da cui tenere lontani i giovani, ma perché proprio la loro libertà va protetta. La scuola non deve creare recinti attorno al pensiero degli studenti. Deve dare strumenti, non indicare una direzione – afferma il vicepresidente regionale del movimento giovanile di Fratelli d’Italia –. Questo evento rischia di essere evidentemente connotato a sinistra. L’esclusiva presenza politica dell’assessore Nicolai e della consigliera Consolaro, rende il problema più evidente. La sinistra è bravissima a travestire da formazione ciò che spesso è orientamento culturale. Ma le scuole non sono il laboratorio del circolino culturale progressista”.

Aldighieri chiede quindi chiarimenti al Comune. “Chi ha autorizzato questa iniziativa? Con quali criteri? Quali garanzie di pluralismo sono state previste? Sono state coinvolte sensibilità diverse? Oppure si ritiene normale che una parte politica possa entrare nelle scuole con il sigillo delle istituzioni e il linguaggio rassicurante dell’educazione”?