Sciopero di 8 ore alle Acciaierie Beltrame di Vicenza dopo infortunio di un operaio. Sindacati chiedono sicurezza

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Otto ore di sciopero con annesso presidio sono state effettuate questa mattina alle Acciaierie Beltrame di Vicenza come reazione all’infortunio sul lavoro occorso a un lavoratore nei giorni scorsi. L’operaio è precipitato da un’altezza di 5 metri mentre stava eseguendo la manutenzione su un impianto.

Lo sciopero e il presidio sono stati promossi dalle organizzazioni sindacali e dalla RSU dell’azienda. In particolare – fanno sapere – lo sciopero di 8 ore proclamato per l’intera giornata punta a portare al centro dell’attenzione sia dell’azienda che della popolazione il tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

“Il presidio e lo sciopero di oggi vogliono essere un segnale forte e inequivocabile: la salute e l’incolumità delle persone devono essere la priorità assoluta in ogni ambiente di lavoro – fanno sapere i sindacati -. In una provincia che continua a registrare numeri preoccupanti sul fronte degli infortuni e delle morti sul lavoro, non è più accettabile continuare a rincorrere le emergenze, senza affrontarne le cause”.

In merito, si registra un commento di Marco Maraschin della Fiom Cgil di Vicenza: “Da mesi denunciamo alla direzione aziendale che in azienda non c’è un’adeguata attenzione sulla sicurezza, pur di produrre si mette in secondo piano l’incolumità delle persone, si aumentano i ritmi e si produce con squadre sotto organico, dall’inizio dell’anno siamo a 20 infortuni accaduti in azienda una situazione inaccettabile.

Qualche giorno fa – aggiunge il sindacalista – l’azienda è uscita sulla stampa online e classica, descrivendosi come un paradiso, un luogo di lavoro perfetto. Peccato che nella narrazione si sia dimenticata dei 20 infortuni dall’inizio dell’anno all’interno dell’azienda“.

Queste le richieste del sindacato: “Serve intensificare la formazione sulla sicurezza, applicare, in maniera ancora più assidua di quanto si faccia ora, i break formativi previsti dal contratto nazionale e serve discutere di come si lavora dentro l’azienda”.

E ancora: “Bisogna discutere di organizzazione del lavoro. Noi non smetteremo mai di parlare di sicurezza nei luoghi di lavoro, noi non smetteremo mai di denunciare i tagli agli Spisal fatti dalla politica che, invece di potenziarli li svuota, perché non si può pensare che la prevenzione e i controlli non siano fondamentali per salvaguardare vite umane e il bene comune”.