
La vicenda della Valbruna tra Bolzano e Vicenza continua a preoccupare sindacati e lavoratori. Dopo le dichiarazioni del ministro Adolfo Urso durante una visita nel Vicentino, la Fiom Cgil replica con durezza chiedendo con Morgan Prebianca fatti concreti, tavoli al Mimit e garanzie su occupazione e investimenti nei due siti produttivi.
Valbruna tra Bolzano e Vicenza, la Fiom chiede interventi concreti del Governo
Il caso della Valbruna tra Bolzano e Vicenza resta uno dei dossier industriali più delicati del Nord Italia. Al centro della vicenda vi è il futuro dello stabilimento altoatesino di Bolzano, dove la concessione dei terreni industriali su cui sorge il sito produttivo è entrata in una fase di forte incertezza dopo la scadenza dell’accordo trentennale con la Provincia autonoma.
La situazione ha aperto un lungo contenzioso amministrativo e politico che coinvolge direttamente anche il sito vicentino della storica azienda siderurgica specializzata nella produzione di acciai inox e leghe speciali, considerata strategica per numerosi settori industriali, dall’aerospazio al biomedicale. Secondo sindacati e osservatori economici, i due stabilimenti sono infatti strettamente integrati dal punto di vista produttivo. (INFORMAZIONE SENZA FILTRO)
Negli ultimi mesi migliaia di lavoratori sono scesi in piazza a Bolzano per chiedere certezze sul futuro industriale e occupazionale dell’azienda, mentre le organizzazioni sindacali hanno più volte sollecitato l’apertura di un tavolo nazionale al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Ora, dopo le recenti dichiarazioni del ministro Adolfo Urso durante una visita nel Vicentino, arriva la dura presa di posizione della Fiom Cgil Vicenza attraverso il segretario generale Morgan Prebianca. «Ancora una volta il ministro del Made in Italy Adolfo Urso rilascia dichiarazioni in cui si appropria meriti che non gli appartengono a proposito della Valbruna», afferma Prebianca in una nota diffusa il 10 maggio. Secondo il segretario della Fiom vicentina, gli sviluppi delle trattative sul futuro del sito di Bolzano sarebbero il risultato delle mobilitazioni sindacali e delle proteste dei lavoratori, non dell’azione ministeriale.
«Se oggi le trattative fra azienda e Provincia sul futuro del sito di Bolzano stanno andando avanti – sostiene Prebianca – è merito delle numerose mobilitazioni dei lavoratori e non del ministero».
La Fiom torna inoltre a chiedere con forza la convocazione ufficiale delle parti al Mimit per affrontare il tema in modo strutturato e nazionale.
«Sarebbe meglio che Urso, invece di fare affermazioni fini a sé stesse, convochi le parti a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy – prosegue il segretario – e discutere così della salvaguardia dell’occupazione e degli investimenti sui due siti della Valbruna, Bolzano e Vicenza».

La posizione del sindacato si inserisce in un clima di crescente tensione attorno al futuro del gruppo siderurgico. Le organizzazioni dei lavoratori temono infatti che il protrarsi dell’incertezza possa bloccare investimenti e mettere a rischio centinaia di posti di lavoro sia in Alto Adige sia nel Vicentino.
«La nostra non è certo una moral suasion – conclude Prebianca – ma una richiesta che abbiamo presentato più volte. Siamo stanchi di parole, vogliamo i fatti».
Nel frattempo resta aperta la partita tra Provincia di Bolzano, azienda e Governo sulla gestione futura dell’area industriale altoatesina, mentre sindacati e lavoratori continuano a chiedere soluzioni rapide e stabili per garantire continuità produttiva e tutela occupazionale in entrambi gli stabilimenti.



































