
L’Ulss 8 Berica ha sottoscritto 5 nuove convenzioni per l’attivazione di percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro (PCTO) con alcune scuole del territorio provinciale di Vicenza.
Ovvero, il Liceo Scientifico “Quadri”, il Liceo Classico “Pigafetta” e l’IPSIA “Lampertico” del capoluogo, l’IIS “Umberto Masotto” di Noventa Vicentina e l’IIS “Trissino” di Valdagno.
L’obiettivo è avvicinare il mondo della scuola al mondo della sanità “visto dall’interno”, offrendo agli studenti delle scuole superiori un’opportunità concreta di crescita personale e di orientamento per il loro futuro post diploma.
Con questi, gli accordi sono diventati complessivamente 14, mentre attualmente sono 13 gli studenti impegnati in percorsi di alternanza Scuola-Lavoro all’interno dell’Ulss 8 Berica, provenienti da 7 scuole del territorio.
Nell’ambito di tali accordi, le opportunità di tirocinio formativo messe a disposizione dall’azienda sanitaria sono numerose, secondo una logica che punta a valorizzare la specificità dei singoli indirizzi di studio: ad esempio, gli alunni degli istituti tecnici vengono indirizzati prevalentemente verso aree tecnologiche e diagnostiche, come la parte tecnologica della Neurologia, della Radiologia o della Medicina Trasfusionale o ancora i laboratori di Nefrologia, mentre gli studenti con un indirizzo di tipo amministrativo e sociale trovano collocazione nelle aree di supporto organizzativo, come le Risorse Umane o il servizio informazioni e assistenza agli utenti.
Il tutto ponendo sempre la necessaria attenzione alla tutela degli studenti ed evitando comunque il contatto diretto con i pazienti. Inoltre, ciascun partecipante riceve una formazione propedeutica sui temi legati alla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Le scuole vicentine nell’Ulss 8, Dg Assembergs: “Alta valenza formativa”
Sui percorsi con le scuole della provincia di Vicenza si è espresso il direttore generale dell’Ulss 8 Berica, Peter Assembergs.
“L’alternanza Scuola-Lavoro rappresenta per la nostra Azienda un canale di comunicazione intergenerazionale importante – ha detto -. Aprire le nostre porte significa far conoscere dall’interno la complessa realtà di una Azienda socio-sanitaria, stimolando l’autonomia e il senso di responsabilità dei ragazzi.
Si tratta di un’esperienza che rispetto ai loro percorsi di studio ha una specifica valenza formativa, ma che assume anche un valore più generale di educazione civica: è importante infatti che i cittadini abbiano consapevolezza di come funzionano i servizi sanitari. Non di meno, ci auguriamo che questa esperienza possa anche stimolare gli studenti a valutare per il loro futuro un percorso di carriera all’interno della sanità, sia intraprendendo dopo il diploma un percorso universitario in ambito sanitario, sia considerando comunque le opportunità di carriera che possiamo offrire anche in aree tecniche e amministrative”.



































