Uova contaminate da Pfas nel Vicentino, Guarda (Avs) interroga l’UE. Tutto tace sulla segnalazione di Zaramella

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“L’ultimo allarme nel Vicentino, con uova contaminate da Pfas dieci volte oltre i limiti consentiti in un pollaio domestico alimentato con acqua di rubinetto, dimostra che il cibo in Veneto non è sicuro. Per questo presenterò una interrogazione alla Commissione europea per chiedere trasparenza e un intervento immediato”.

Lo dichiara in una nota l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Cristina Guarda.

Guarda (Avs): “Caso uova contaminate da Pfas Vicentino, la politica nasconde il problema”

“Dal 2016 – ha dichiarato Cristina Guarda – richiedo alla Regione Veneto di investire fondi in ricerca per guidare gli agricoltori a salvarsi dai danni sanitari ed economici che i PFAS causano o causeranno al settore. Ma invece di affrontare il problema, la giunta Zaia e ora Stefani hanno scelto di nasconderlo.

La Regione Veneto continua a tranquillizzare i consumatori basandosi su valutazioni EFSA obsolete risalenti al 2017 – aggiunge  l’eurodeputata -. Ma le soglie europee di sicurezza alimentare sono state drasticamente ridotte nel 2018 e nel 2020.

Considerare sicuro il 95% dei prodotti analizzati anni fa è un azzardo intollerabile per la salute pubblica, in particolare per i bambini. A questo si aggiunge un muro di gomma inaccettabile: la Regione ha attuato solo in parte la sentenza del TAR che imponeva la pubblicazione dei campionamenti richiesti da Greenpeace e Mamme No Pfas, e ha persino negato l’accesso agli atti al giornalista d’inchiesta Marco Milioni. Se gli alimenti fossero sicuri, perché nascondere le analisi”? si chiede la Guarda.

“L’inazione della Giunta e della Regione – dichiara ancora l’eurodeputata vicentina – non è solo un danno sanitario, ma anche economico per i nostri agricoltori, che subiscono passivamente questo inquinamento. Con il Regolamento UE 2022/2388 in vigore, che fissa limiti rigidi per uova, carne e pesce, i produttori veneti rischiano l’esclusione dal mercato senza alcun supporto pubblico.

Chiedo alla Commissione UE di intervenire per garantire il diritto alla salute e alla trasparenza, promuovendo finanziamenti urgenti per la ricerca scientifica, mappature dei terreni e aiuti economici concreti per la riconversione delle aziende agricole colpite”, conclude Cristina Guarda.

Dalla segnalazione della Rete Zero Pfas alla comunicazione del presidente del consiglio di Vicenza alle istituzioni

Non ci sono ancora novità sostanziali – come abbiamo avuto modo di verificare nelle scorse ore – circa la segnalazione alle istituzioni e alle forze dell’ordine competenti per il tema sul caso delle uova contaminate da Pfas in un allevamento domestico di galline nel Vicentino, ovvero in località Carpaneda di Vicenza.

Nei giorni scorsi, lo ricordiamo, il presidente del Consiglio del Comune di Vicenza, Massimiliano Zaramella, ha investito le istituzioni competenti del riscontro di una concentrazione di Pfas oltre limite di legge nelle uova dell’allevamento in questione.

Tramite pec, la documentazione sul caso è stata inviata al sindaco e all’assessore all’Ambiente di Vicenza, al Dipartimento Prevenzione dell’Ulss 8 Berica, alla Direzione Prevenzione, sicurezza alimentare e veterinaria della Regione Veneto, ad Arpa Veneto, ad Arpav Vicenza, al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Venezia e a quello di Treviso e alla Prefettura di Vicenza.

Ma, ad oggi, ancora, neanche un cenno di avvenuto recepimento dell’istanza. Nessuna risposta, con l’unica eccezione dell’Agenzia regionale per l’Ambiente del Veneto che ha comunicato al presidente del consiglio comunale di Vicenza che “va precisato che per le matrici attinenti agli alimenti l’Agenzia non ricopre alcuna competenza essendo la stessa riservata alle autorità sanitarie“.

Tolta Arpav, sulla vicenda sembra calato il silenzio istituzionale.

Ricordiamo inoltre che, il caso è stato segnalato a Zaramella da alcuni rappresentanti della Rete Zero Pfas Veneto in occasione di “La Cultura dell’Acqua nell’era dei PFAS e nel post-Miteni”, incontro svolto il 6 luglio scorso al Centro Civico di via Turra. All’incontro, con Comune, Ulss 8, Viacqua e Arpav, Zaramella era presente anche in qualità di medico (è chirurgo vascolare al San Bortolo, ndr), oltre che come componente dell’Osservatorio ambientale per supportare il Comune sull’inquinamento da Pfas.