Operazione Butterfly in Veneto, Stefani e Meter: «La lotta alla pedopornografia online deve restare una priorità»

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Operazione Butterfly della Polizia Postale (foto di archivio)
Operazione Butterfly della Polizia Postale (foto di archivio)

L’Operazione Butterfly in Veneto, che ha portato all’arresto di tre persone e all’iscrizione nel registro degli indagati di altre due per reati di pedopornografia, raccoglie il plauso del presidente della Regione Alberto Stefani e dell’Associazione Meter, che rilanciano l’importanza della prevenzione e del monitoraggio della rete.

Operazione Butterfly in Veneto, il plauso della Regione e di Meter dopo gli arresti

L’Operazione Butterfly in Veneto, condotta dalla Polizia Postale con il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica e coordinata dalla Procura della Repubblica di Venezia, continua a suscitare reazioni istituzionali dopo il risultato investigativo che ha portato all’arresto di tre persone e all’individuazione di altri due indagati tra Polesine, Veneziano e Veronese per reati legati alla detenzione e alla diffusione di materiale pedopornografico (qui l’anticipazione).

Sul tema è intervenuto il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che ha espresso il ringraziamento della Regione alla Polizia Postale, agli investigatori e alla magistratura per un’operazione definita «un importante risultato nella lotta contro una delle forme di criminalità più odiose e intollerabili: lo sfruttamento sessuale dei minori e la diffusione di materiale pedopornografico».

Stefani: «Tutelare i minori significa difendere la nostra società»

Secondo Stefani, il successo dell’indagine è frutto di «professionalità, competenza tecnologica, dedizione e una preziosa collaborazione tra le articolazioni della Polizia di Stato e le autorità giudiziarie».

Il presidente della Regione ha inoltre ribadito che «la tutela dei bambini e degli adolescenti è una priorità assoluta» e ha assicurato il sostegno del Veneto alle Forze dell’Ordine e alla magistratura «per prevenire e reprimere questi gravissimi reati».

Meter: «Indagini e monitoraggio devono procedere insieme»

All’apprezzamento istituzionale si aggiunge quello dell’Associazione Meter, che attraverso il presidente Fortunato Di Noto sottolinea come l’operazione confermi «l’elevata professionalità della Polizia Postale e delle autorità giudiziarie nel contrasto alla pedocriminalità online».

Di Noto ricorda che nel solo mese di luglio le attività investigative hanno già portato complessivamente a otto arresti e 31 persone indagate, evidenziando un impegno costante contro una delle più gravi forme di violenza sui minori.

L’associazione prosegue inoltre il proprio lavoro di monitoraggio attraverso l’Osservatorio Mondiale contro la Pedofilia e i protocolli di collaborazione con le forze di polizia italiane ed estere. Sempre a luglio, Meter riferisce di avere segnalato alle autorità oltre 70 link riconducibili a canali, gruppi e forum pedopornografici e di avere monitorato più di 100.000 immagini e video, contribuendo all’individuazione di ambienti virtuali utilizzati per lo scambio di materiale illecito.

Per il presidente di Meter «la pedocriminalità si combatte con competenze investigative, cooperazione internazionale e un monitoraggio continuo della rete», ricordando che ogni segnalazione può contribuire a identificare gli autori dei reati, interrompere la diffusione del materiale e garantire tutela alle vittime.