
Scuole colpite o chiuse e milioni di alunni senza lezioni: Save the Children richiama i governi alla protezione dell’istruzione nei conflitti.
Gli attacchi all’istruzione nel mondo sono aumentati di oltre il 40% nel biennio 2024-2025 rispetto ai due anni precedenti. A denunciarlo è Save the Children nel suo approfondimento sulla protezione delle scuole, in occasione della Giornata internazionale per proteggere l’istruzione dagli attacchi.
Il quadro riguarda numerosi Paesi attraversati dalle guerre. Nella Striscia di Gaza il 97,5% degli edifici scolastici risulta danneggiato e circa 700 mila bambini in età scolare non hanno un accesso adeguato all’istruzione. In Sudan 10,5 milioni di minori necessitano di sostegno educativo e circa otto milioni non sono ancora tornati in classe. Sono dati che si inseriscono in una crisi più ampia dei diritti dei minori, già affrontata nell’articolo sui bambini privati dell’istruzione e delle opportunità di sviluppo.
In Libano quasi 100 mila bambini iniziano il nuovo anno scolastico senza un’aula e, per molti, è il settimo anno consecutivo segnato da interruzioni. In Ucraina il 19% delle scuole lavora con modalità ibrida e l’11% esclusivamente a distanza, mentre 1,2 milioni di libri di testo sono stati distrutti. Nella Repubblica Democratica del Congo, dopo 354 attacchi registrati nel 2024-2025, a giugno 2026 erano ancora chiuse 261 scuole frequentate da circa 98 mila bambini.
Attacchi all’istruzione, l’appello ai governi
Save the Children chiede agli Stati di aderire alla Safe Schools Declaration e di applicarne concretamente gli impegni, limitando anche l’uso militare degli edifici scolastici. L’organizzazione sollecita inoltre il pieno finanziamento della Global Partnership for Education con cinque miliardi di dollari, risorse che potrebbero sostenere circa 750 milioni di bambini in 96 Paesi entro il 2030.
La direttrice generale Daniela Fatarella sottolinea che nessun bambino dovrebbe essere costretto a scegliere tra imparare e sopravvivere. La richiesta è che scuole, studenti e insegnanti siano protetti e che l’istruzione resti accessibile anche durante le emergenze, perché la continuità scolastica rappresenta una tutela immediata e una condizione essenziale per la ricostruzione delle comunità.




































