
I minori da assistere salgono da 317 a 329 e mancano operatori. L’Ulss 7 attiva una task force mentre Regione e Cunegato discutono sugli OSS di plesso.
Gli OSS a scuola nell’Alto Vicentino non sono al momento sufficienti a coprire l’aumento degli alunni che necessitano di assistenza durante le lezioni. L’Ulss 7 Pedemontana ha quindi attivato una task force: nell’anno scolastico appena iniziato i minori interessati sono 329, contro i 317 dell’anno precedente, mentre la cooperativa incaricata non dispone ancora di tutto il personale necessario.
L’azienda sanitaria riferisce di avere contattato altre realtà della cooperazione radicate nel territorio e di avere avviato un confronto con gli istituti scolastici. L’obiettivo dichiarato è consentire a tutti gli alunni di frequentare le lezioni, anche attraverso una riorganizzazione dell’assistenza nei casi in cui sia possibile.
Il tema riguarda il diritto all’inclusione già affrontato nel dibattito pubblico, come nella richiesta di maggiori risorse per le scuole che accolgono alunni con disabilità. In questo caso, però, il problema immediato è il reperimento degli operatori nel Distretto Alto Vicentino.
OSS a scuola nell’Alto Vicentino, le posizioni di Cunegato e Regione
Sulla nuova organizzazione regionale è intervenuto il consigliere Carlo Cunegato, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra. Il consigliere teme che il modello dell’“OSS di plesso”, nel quale un operatore può seguire più alunni, riduca l’assistenza individuale. Richiama in particolare la situazione di Valdagno e sostiene che una decina di studenti rischierebbe di perdere ore dedicate.
L’assessora regionale Paola Roma replica che l’OSS di plesso non significa lasciare soli i bambini o diminuire automaticamente il monte ore. Secondo i dati forniti dalla Regione, l’attuale media è di un alunno seguito per dieci ore. Nel caso di due bambini e due operatori per venti ore complessive, il nuovo assetto consentirebbe di organizzare presenze complementari invece che necessariamente simultanee.
Le valutazioni sull’efficacia del modello restano quindi contrapposte. Cunegato chiede garanzie sull’assistenza personale, mentre la Regione sostiene che la riorganizzazione possa assicurare continuità senza scaricare costi aggiuntivi sui Comuni.
L’Ulss 7 distingue la difficoltà contingente dal modello generale. La carenza di operatori si è definita nelle ultime settimane e una situazione analoga, secondo l’azienda, si era verificata anche all’inizio dello scorso anno scolastico, per poi rientrare progressivamente.
È stata inoltre avviata una verifica con la cooperativa affidataria per individuare azioni correttive e comprendere perché la disponibilità di personale sia diversa nei due distretti, nonostante fornitore, contratto e risorse siano gli stessi. Per gli OSS a scuola nell’Alto Vicentino il primo banco di prova sarà quindi la copertura effettiva delle esigenze dei 329 minori nelle prossime settimane.
































