Sinner, Vagnozzi: “Non è un automa. Parigi? Deve convivere con crolli”

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(Adnkronos) –
Simone Vagnozzi svela il ‘vero’ Jannik Sinner. L’allenatore del tennista azzurro, reduce dal trionfo di Wimbledon, il secondo consecutivo dopo aver battuto Alexander Zverev in finale, ha raccontato i segreti dell’ascesa del numero 1 del mondo, che ora si prepara per la stagione del cemento: “È un lavoratore pauroso. La sua più grande qualità è volere al fianco persone che gli dicano quello che lui non vuole sentirsi dire. Tutto parte dall’attitudine e dalla voglia di migliorarsi: devi trovare il coraggio di sbagliare, anche di fallire. Jannik ha una base di forza mentale rilevante, noi l’abbiamo solo moltiplicata”, ha raccontato Vagnozzi in un’intervista al Corriere della Sera. 

“Sinner ha doti innate. Non si diventa puledri se si è ronzini. Ora si nota che lui sa fare ace nei momenti importanti, ma perché questo accada ti devi sentire sicuro del tuo colpo perché ci hai lavorato ore e ore allenamento”, ha spiegato Vagnozzi, che ha poi parlato del malessere accusato al Roland Garros, “non penso ci sia una sola causa, sono tante piccole cose che messe insieme possono determinare questi piccoli crolli, ma ricordiamoci che sono stati quattro negli ultimi cinque anni. Questi ragazzi non sono automi. Il caldo, la stanchezza, la tensione possono combinarsi. A Parigi c’era una temperatura proibitiva e lui era arrivato lì con un significativo stress fisico e mentale. Insomma non c’è un singolo fattore, in quel caso sarebbe più facile per noi correggerlo. Dobbiamo convivere con questi episodi, lavorando per evitarli”.  

Tra i segreti del successo di Sinner c’è anche il supercoach Darren Cahill: “Bisogna essere molto intelligenti e umili. Mai mostrare conflitti, mai davanti al tennista. Con Darren abbiamo trovato la giusta misura perché condividiamo la stessa visione”. 

 

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