
Il presidente Giovanni Luigi Fontana, con il sostegno del sindaco Giacomo Possamai, ha costruito l’operazione che apre nel padiglione connesso con Palazzo Magrè Angaran la strada al Museo dell’Accademia e del Teatro Olimpico. Un risultato da riconoscere, accompagnato dall’auspicio che anche il Palazzo storico ritrovi una vita coerente con il suo valore monumentale e non sia forzato a scopi prevalentemente commerciali. Di qui i nostri primi passaggi con Invimit che lo ha ceduto a una proprietà privata
Palazzo Magrè Angaran al privato e padiglione al MAB: le prospettive
Ci sono operazioni culturali che meritano di essere riconosciute per ciò che rendono possibile. L’acquisizione del Padiglione di Palazzo Magrè Angaran da parte dell’Accademia Olimpica è una di queste: offre una prospettiva concreta al progetto del MAB, Museo, Archivio e Biblioteca, richiamato dall’istituzione anche in occasione della chiusura dell’anno accademico 2025-2026.

Al presidente Giovanni Luigi Fontana va riconosciuto il merito di aver perseguito questo obiettivo e costruito le condizioni dell’acquisto. Un percorso sostenuto dal sindaco Giacomo Possamai, presente anche all’incontro con Invimit del 18 marzo 2024 mentre il resoconto istituzionale ricorda inoltre il contributo finanziario essenziale di un socio dell’Accademia rimasto anonimo.
È un riconoscimento che può essere espresso senza enfasi celebrative. Dare una sede a un progetto culturale significa affrontare questioni economiche, trovare interlocutori, sostenere trattative e assumersi responsabilità. Il risultato raggiunto sul versante dell’acquisizione merita apprezzamento; la realizzazione del museo sarà il passaggio successivo sul quale misurare la portata dell’iniziativa.
Il progetto annunciato prevede nel Padiglione anche il Museo dell’Accademia e del Teatro Olimpico, un modo per “riappropriarsi” di questo gioiello da cui parte la storia dell’Accademia, che nel tempo ne ha perso la “proprietà” fisica ma non culturale, sembrerebbe voler affermare il progetto visto che il MAB sarà un luogo per rendere accessibili documenti, collezioni e memoria dell’istituzione.
Qui sta un significato che supera la soluzione di un problema di spazi. Il Teatro Olimpico nacque per volontà dell’Accademia, che ne affidò il progetto a Palladio nel 1580. La storia del monumento ricorda poi la cessione al Comune nel 1813, con la conservazione di prerogative accademiche. Il legame originario è dunque parte della storia stessa del teatro.
Il futuro museo può, quindi, offrire all’Accademia l’occasione di “riappropriarsi”, in senso culturale, di quel ruolo fondativo: renderlo più visibile, raccontarlo ai cittadini e ai visitatori, far comprendere che dietro il capolavoro architettonico esiste una comunità di studi e di iniziativa culturale ancora viva. Nel succedersi delle forme di gestione e fruizione del teatro, questa origine merita di restare riconoscibile. Un museo capace di raccontarla potrebbe restituirle centralità nella percezione pubblica.
Proprio il valore di questa prospettiva invita a guardare con attenzione all’intera operazione, compreso il futuro del Palazzo storico.
La scheda Invimit della procedura F02-057-VI registra un’offerta pervenuta il 29 giugno 2024 di 1.830.500 euro oltre IVA, con termine per eventuali offerte concorrenti al 31 luglio. Identifica il Fondo i3-INPS, segnala il vincolo sul bene e riporta la destinazione d’uso a uffici.
Secondo la ricostruzione dell’Accademia, la vendita doveva riguardare l’intero complesso. Da qui la ricerca di un partner, le richieste di proroga e l’ingresso di Kamelia srl, controllata da Sebu e Cepica. La definitiva fu comunicata il 28 novembre 2025 e l’acquisto sottoscritto il 5 dicembre. La ripartizione annunciata prevedeva il Padiglione all’Accademia e il Palazzo storico a Kamelia.
Questa sequenza individua i passaggi da comprendere attraverso gli atti. Le condizioni dell’offerta, le garanzie e le proroghe possono avere spiegazioni pienamente coerenti con la procedura. Per ricostruirle, VicenzaPiù e ViPiù.it hanno trasmesso a Invimit un’istanza di accesso civico generalizzato articolata in sette punti:
- Quale regolamento era applicabile? Abbiamo chiesto la versione vigente il 29 giugno 2024, per conoscere le regole effettive della vendita.
- Che cosa prevedeva l’offerta dell’Accademia? La richiesta comprende allegati, eventuali condizioni sulla disponibilità finanziaria e clausole sulla futura compagine acquirente.
- Quali garanzie accompagnavano l’offerta? Interessa ricostruire cauzione, importi, durata ed eventuali rinnovi.
- Quali condizioni fissava l’aggiudicazione provvisoria? Abbiamo richiesto l’atto e i termini posti a carico dell’acquirente.
- Come furono disciplinate le proroghe? Le richieste e le risposte di Invimit consentiranno di comprendere il percorso fino alla definitiva.
- Con quali atti entrò Kamelia nell’operazione? Vogliamo conoscere la forma del suo ingresso e le relative accettazioni o autorizzazioni.
- Quando Invimit conobbe la prevista ripartizione? Abbiamo chiesto gli eventuali documenti anteriori alla definitiva relativi all’attribuzione del Palazzo storico a Kamelia e del Padiglione all’Accademia.
Sono richieste documentali, formulate senza presupporre irregolarità. Le risposte potranno chiarire le scelte compiute e consentire una valutazione più completa, anche positiva, dell’operazione.
Accanto al percorso dell’acquisto c’è poi il tema delle destinazioni future. Le dichiarazioni pubbliche di Kamelia srl hanno indicato una prospettiva culturale e attività compatibili con l’operazione. È un impegno che accogliamo favorevolmente e del quale sarà utile conoscere la traduzione progettuale.
Quali attività sono previste nel Palazzo storico? Quali interventi richiederanno? Quali progetti e autorizzazioni risultano presentati o acquisiti? Quali parti potranno essere fruite dal pubblico e quale rapporto avranno con il futuro museo? E, sul versante dell’Accademia, quali saranno tempi, risorse e modalità di apertura del MAB?
L’auspicio è che il nuovo proprietario sappia esaltare la natura culturale e monumentale del Palazzo, scegliendo usi capaci di rispettarne gli ambienti e di renderne percepibile la storia. Il recupero avrà tanto più valore quanto più riuscirà a tenere insieme conservazione, sostenibilità economica e possibilità di incontro con la città. Il vincolo e le destinazioni d’uso richiedono verifiche puntuali; l’ambizione culturale, a sua volta, merita di essere spiegata attraverso progetti concreti.
Con questo articolo rivolgiamo queste domande ai soggetti coinvolti, alle quali daremo seguito con richieste specifiche a ciascuno di loro. A Invimit abbiamo già trasmesso l’istanza e siamo in attesa di risposta. Daremo, ovviamente, spazio ai riscontri e ai documenti ricevuti.
Il merito dell’Accademia, di Fontana e del sostegno istituzionale di Possamai può trovare il suo compimento totale solo in un risultato che riguardi tutto il complesso. L’augurio è che al futuro Museo dell’Accademia e del Teatro Olimpico si affianchi un Palazzo Magrè Angaran valorizzato nella sua identità: un luogo nel quale la città possa riconoscere, oltre alla bellezza recuperata, una funzione culturale viva.






































