
(Adnkronos) –
Nuova Zelanda nella morsa del gelo: il freddo intenso ha fatto schizzare la domanda di elettricità a livelli record, mettendo sotto pressione la rete nazionale. Mentre in Italia si boccheggia dal caldo e si affrontano temperature roventi, dall’altra parte del mondo l’inverno australe ha portato ondate di freddo che hanno spinto milioni di cittadini ad aumentare l’utilizzo di riscaldamento e dispositivi elettrici.
La richiesta di energia elettrica nel Paese ha raggiunto un nuovo primato per il secondo giorno consecutivo. Secondo Transpower, il gestore della rete elettrica nazionale neozelandese, la domanda media ha toccato un picco di 7.415 megawatt (MW), superando il precedente record di 7.247 MW registrato il giorno prima.
L’amministratore delegato di Transpower, James Kilty, ha dichiarato in un comunicato che le temperature molto basse in tutto il Paese, in particolare nella parte settentrionale dell’Isola del Nord, unite alle condizioni di vento debole, hanno messo il sistema elettrico sotto una pressione significativa.
“Stiamo monitorando attentamente le basse temperature di questa notte e soprattutto di domani mattina, quando prevediamo livelli simili di domanda di elettricità”, ha affermato Kilty. La domanda record si è verificata mentre un’ondata di freddo ha colpito la Nuova Zelanda: Auckland che ha registrato oggi la giornata più fredda degli ultimi cinque anni.
Le temperature gelide hanno causato disagi alla circolazione in diverse zone del Paese, provocando problemi di traffico a Dunedin, nell’Isola del Sud, e portando rare nevicate nella capitale Wellington. Il freddo ha inoltre acuito le preoccupazioni relative al costo del riscaldamento domestico. Consumer Nz ha affermato che le bollette energetiche hanno superato i costi abitativi come seconda maggiore preoccupazione finanziaria per i neozelandesi, dopo cibo e generi alimentari.
Citando un rapporto recentemente pubblicato, l’associazione a tutela dei consumatori ha dichiarato in un comunicato che i costi energetici per le famiglie sono aumentati di circa il 177% dal 1999, quasi il doppio del tasso di inflazione, con quasi una persona su cinque che ha ridotto la spesa per cibo e altri beni di prima necessità per pagare le bollette. “Più della metà dei neozelandesi afferma che le questioni energetiche influenzeranno il proprio voto” alle prossime elezioni di inizio novembre, ha dichiarato Jon Duffy, amministratore delegato di Consumer Nz.
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