Venezia, Sambo replica a Donazzan dopo il corteo antifascista: «Piazza pacifica, non gentaglia»

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Corteo a Venezia: la consigliera regionale Monica Sambo in una fotografia di repertorio

Sul corteo a Venezia, Monica Sambo (Pd) contesta le parole attribuite a Elena Donazzan (FdI) e difende la manifestazione antifascista successiva all’aggressione denunciata.

Il corteo a Venezia diventa terreno di scontro politico fra Monica Sambo, consigliera regionale del Partito democratico, ed Elena Donazzan, eurodeputata di Fratelli d’Italia. Nella presa di posizione diffusa dal Consiglio regionale del Veneto, Sambo difende la manifestazione di sabato 19 settembre e sostiene che sia stata una risposta democratica all’aggressione che definisce neofascista. La qualifica dell’episodio e la descrizione della piazza sono valutazioni della consigliera, non accertamenti ulteriori contenuti nella nota.

Sambo replica a espressioni che attribuisce a Donazzan, tra cui «gentaglia urlante», e le contesta come una stigmatizzazione dei partecipanti. Il confronto segue le precedenti denunce politiche sull’aggressione a Venezia, già accompagnate da richieste di una presa di posizione pubblica. La dichiarazione odierna non aggiunge elementi investigativi sul fatto originario: parla soprattutto del significato attribuito alla mobilitazione successiva e del modo in cui viene rappresentata nel dibattito fra partiti.

Corteo a Venezia, le parole di Sambo e la polemica politica

Secondo la consigliera del Pd, la manifestazione è stata pacifica, antifascista e incompatibile con le accuse di incitamento all’odio che lei imputa alla posizione avversaria. Sambo ritiene che definire la piazza una «bruttura» o una «volgarità» significhi non riconoscere il diritto dei cittadini a manifestare contro la violenza. Queste affermazioni sono riportate come sua lettura politica della giornata; la nota non contiene un resoconto indipendente dell’intero corteo né riporta integralmente la dichiarazione di Donazzan.

La consigliera richiama inoltre la Costituzione e sostiene che il centrodestra avrebbe potuto partecipare alla mobilitazione, condannando insieme agli altri presenti le aggressioni attribuite ai neofascisti. È un invito politico rivolto all’eurodeputata e alla sua parte, non la descrizione di un’iniziativa istituzionale già concordata. Sambo contesta anche l’ipotesi di limitare le manifestazioni, che associa al dibattito seguito al corteo.

Il punto del confronto. Le parole della consigliera spostano l’attenzione dalle sole vicende dell’aggressione denunciata alla rappresentazione della risposta pubblica a Venezia: per lei la protesta costituisce un argine civile; ai suoi avversari rimprovera di averla delegittimata. Il comunicato del 21 settembre riferisce questa posizione del Pd regionale. Per valutare le frasi attribuite a Donazzan nel loro contesto resta distinto il testo originale dell’eurodeputata, non riprodotto integralmente nella comunicazione di Sambo.