Diesel Euro 5, Legambiente Veneto contro il rinvio: «La Regione commette un errore»

48
Traffico urbano durante il dibattito sul blocco diesel Euro5
Il rinvio del blocco dei diesel Euro 5 in Veneto divide Regione e Legambiente sul percorso per migliorare la qualità dell’aria.

Il blocco diesel Euro5 in Veneto è al centro dello scontro tra Legambiente e la Regione. L’associazione contesta la sospensione annunciata dal presidente Alberto Stefani: il rinvio, sostiene, rallenta il percorso verso un’aria più pulita, crea disparità rispetto a chi ha già sostituito le auto più vecchie e rischia di avvicinare il territorio impreparato ai nuovi limiti europei del 2030.

Il rinvio del blocco diesel Euro5 è «un vero e proprio errore sulla strada che conduce a un’aria più sana». A sostenerlo è Legambiente Veneto, intervenuta dopo l’annuncio del presidente regionale Alberto Stefani sull’iter avviato per sospendere la limitazione prevista dal 1° ottobre 2026.

Il provvedimento interessa Padova, Vicenza, Verona e Venezia, le quattro città venete con più di 100 mila abitanti, e dovrebbe applicarsi nei giorni di allerta arancione e rossa per l’inquinamento atmosferico. L’iter avviato dalla Regione prevede che, dopo il passaggio in Commissione, il testo possa arrivare in Consiglio regionale nei primi giorni di settembre.

Blocco diesel Euro5, Legambiente: «Non bisogna rallentare ora»

Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, ricorda che i dati del 2025 sulla qualità dell’aria hanno mostrato una riduzione delle polveri sottili, sia nei valori medi sia nel numero dei superamenti dei limiti giornalieri. Proprio questi risultati, secondo l’associazione, rendono sbagliato interrompere il percorso intrapreso.

Dal 2030 l’Unione Europea introdurrà parametri più severi per avvicinarsi alle indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nella presa di posizione integrale di Legambiente Veneto, l’associazione chiede quindi al Consiglio regionale di respingere la proposta e di proseguire anche con le misure alternative annunciate: incentivi per trasformare i diesel Euro 5 in Dual Fuel, smart working per i dipendenti pubblici durante le allerte e maggiore diffusione del servizio Move-In.

La critica alla Regione e il richiamo all’Accordo di Bacino Padano

Lazzaro sottolinea che il blocco progressivo dei veicoli più inquinanti fu deciso dalle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna insieme al Ministero dell’Ambiente attraverso l’Accordo di Bacino Padano. Attribuirne la responsabilità all’Europa sarebbe dunque, secondo il presidente regionale dell’associazione, una ricostruzione falsa.

Legambiente solleva infine una questione di equità: negli anni scorsi migliaia di proprietari di auto Euro 3 ed Euro 4 hanno sostituito i propri veicoli per rispettare le limitazioni. Rinviare ora il divieto per gli Euro 5, conclude Lazzaro, favorirebbe senza motivo una sola categoria, penalizzando chi ha già sostenuto la spesa per acquistare mezzi meno inquinanti.