
Parte il 21 agosto alle 18 la mostra “Linus, Bach, Beatles. L’arte matematica: istruzioni per l’uso” ospitata nella Sala degli Zavatteri della Basilica Palladiana fino al 27 settembre, da martedì a domenica dalle 10 alle 18 e con ingresso libero.
L’evento artistico è organizzato dal gruppo Crew e dal Teatro Instabile di Creazzo APS, in collaborazione con il Comune e con i Musei civici di Vicenza
Cosa ci fanno Linus, Bach e Beatles a Vicenza?
“Apparentemente Linus, Johann Sebastian Bach e i Beatles non hanno nulla in comune, eppure il fumetto, la musica colta e la cultura pop condividono una stessa grammatica fatta di ritmo, proporzione, intuizione e struttura”, spiegano i promotori dell’evento a Vicenza.
Le opere del gruppo Crew e del Teatro Instabile di Creazzo APS si propongono di mostrare uno dei possibili modi in cui la matematica può essere ‘vista’ come generatrice di un gesto artistico e, non secondariamente, di dimostrare l’efficacia di vincoli autoimposti in numerose altre attività umane. In questo caso in ambito creativo, ma nei tempi correnti, utilissimi anche in altri campi.
Gli autori di questi lavori sono Flaviano Raschietti, Leopoldo Morbin, Nicola Cracco e Mauro Forlani che, utilizzando carta e colori, si affidano alla matematica e al rigore astratto che caratterizza questa disciplina.
Le loro opere sono realizzate con cartoncini colorati incollati tra loro a formare strisce creando spessore. In ambito artistico l’idea non è di per sé originale: ma queste non sono righe qualsiasi né casuali. Si tratta infatti della rappresentazione visuale di sequenze cromatiche costruite secondo precise regole strutturali. Esse traducono visivamente l’idea che Raymond Queneau (1903-1976) e l’OuLiPo attuarono a partire dal 1960 con la letteratura. I letterati e i matematici appartenenti a questo singolare gruppo, infatti, scrissero romanzi e poesie imponendosi rigide restrizioni strutturali, anche matematiche.
Lo scrittore e poeta francese Raymond Queneau autore, tra l’altro, di un divertente testo di retorica applicata, “Esercizi di stile”, tradotto nel 1983 da Umberto Eco, afferma che la cosiddetta ‘ispirazione’ creativa che ubbidisce all’impulso è in realtà una schiavitù. Uno scrittore o un compositore che opera secondo un certo numero di regole (come ad esempio Bach in “L’Arte della fuga”) è più libero di un poeta o di un musicista che si affida alle proprie pulsioni.
Italo Calvino (1923-1985) – anche lui oulipiano – chiarisce ulteriormente che “La struttura è libertà, produce il testo e nello stesso tempo la possibilità di tutti i testi virtuali che possono sostituirlo”.
Anche Crew, infatti, utilizzando la matematica, opera alla scoperta del “potenziale”, ovvero di ciò che esiste in potenza che, come nel linguaggio letterario e musicale, può essere fatto emergere in altre forme creative come quelle artistiche visuali presenti in questa mostra: “quadri” e “sculture” dai cinquanta colori realizzati sulla base di una serie di restrizioni formali volontarie.
I dettagli della mostra. Assessore Fantin: “Uno sguardo differente”
“Una mostra interessante, curiosa, ci aiuterà a vedere con uno sguardo differente alcuni aspetti della realtà. Arte e numeri: un binomio che può generare inaspettate opportunità creative. Non resta che entrare in Basilica Palladiana dove nella Sala degli Zavatteri quattro autori si sono messi in gioco”, commenta l’assessore alla Cultura, al turismo e all’attrattività del Comune di Vicenza Ilaria Fantin, presentando la mostra “Linus, Bach, Beatles. L’arte matematica: istruzioni per l’uso”.
Durante il periodo di apertura della mostra sono previsti alcuni eventi collaterali, “conversazioni” che si terranno dalle 18 alle 19 nella Domus comestabilis in Basilica Palladiana, ad ingresso libero fino a esaurimento posti.
Venerdì 28 agosto è prevista una conversazione con il filosofo vicentino Paolo Vidali dal titolo “Tra regola e differenza: epistemologia della serie”.
Domenica 13 settembre sarà la volta della conversazione-concerto del maestro Massimiliano Raschietti, insegnante di organo al Conservatorio di Verona, che introdurrà ed eseguirà al clavicembalo alcune pagine contrappuntistiche di J.S. Bach.
La conversazione con Giuseppe Franceschetto sugli ultimi canti del Purgatorio è in programma domenica 20 settembre per spiegare l’ammirazione di Dante per Arnaut Daniel, uno dei più celebrati trovatori provenzali, inventore della forma metrica detta Sestina, studiata matematicamente nel secolo scorso da Raymond Queneau, intellettuale francese.
Infine domenica 27 settembre alle 18 conversazione su aspetti matematici delle opere di Crew con Carlo Mariconda, ordinario della Facoltà di Matematica dell’Università di Padova.
Informazioni:
https://eventi.comune.vicenza.it/Eventi/Mostra-Linus-Bach-Beatles.-L-Arte-Matematica.-Istruzioni-per-l-uso
www.crew-project.it, www.museicivicivicenza.it






































