Siccità nel Vicentino, Acque del Chiampo: “Trasportati con autobotti 500.000 litri di acqua”

36
siccità vicentino acque del chiampo crespadoro

Dall’inizio della criticità sono stati trasportati da Acque del Chiampo tramite autobotti 500.000 litri di acqua potabile per rifornire i serbatoi in difficoltà nei comuni del Vicentino più esposti alla siccità.

È  quanto riferito nei giorni scorsi da Acque del Chiampo, la società pubblica con sede ad Arzignano che gestisce il servizio idrico integrato in 10 comuni della Valle del Chiampo.

L’ultimo report sul tema, fornito poco dopo Ferragosto, riferiva di 430mila litri d’acqua.

Siccità nel Vicentino, sopralluogo di Acque del Chiampo a Crespadoro

Il dato aggiornato, con ulteriori 70 mila litri di acqua fornita per fronteggiare i problemi causati dalla siccità, sono stati forniti da Acque del Chiampo a margine di una visita presso alcuni punti della rete e delle infrastrutture acquedottistiche di Crespadoro, nel Vicentino, per fare il punto sulle criticità determinate dalla prolungata carenza idrica.

Erano presenti il presidente della società, Stefano Iorio, il direttore generale, Andrea Chiorboli, e il sindaco Elisa Maria Ferrari.

Quest’ultima, di recente, al pari di altri Comuni, ha anche emanato un’ordinanza per limitare i consumi agli usi essenziali, con l’obiettivo di preservare la risorsa idrica disponibile.

“Per un Comune montano come Crespadoro la disponibilità d’acqua è un tema particolarmente delicato – ha detto la Ferrari –. Con l’ordinanza abbiamo chiesto ai cittadini di limitare i consumi agli usi essenziali, perché in questa fase è fondamentale il contributo di tutti. Il confronto costante con Acque del Chiampo ci permette di seguire da vicino la situazione e intervenire tempestivamente in caso di necessità”.

Le dichiarazioni del gestore idrico

“La presenza oggi a Crespadoro vuole testimoniare concretamente la vicinanza di Acque del Chiampo ai territori serviti – ha sottolineato il presidente di Acque del Chiampo, Stefano Iorio –. Il nostro impegno è mettere in campo tutte le risorse disponibili per tutelare un servizio essenziale”.

“Stiamo affrontando una situazione che richiede un monitoraggio continuo e una capacità di intervento rapida – ha spiegato il direttore generale, Andrea Chiorboli –. Il ricorso alle autobotti per alimentare alcuni serbatoi ci consente di sostenere le zone maggiormente in difficoltà. Parallelamente continuiamo a controllare l’andamento delle sorgenti, delle falde e dei consumi, adeguando gli interventi”.