Gaza e basi Usa a Vicenza, il Coordinamento per la Pace rilancia critiche e richieste

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Basi Usa a Vicenza – manifestazione Del Din

Basi Usa a Vicenza e guerra a Gaza: il Coordinamento per la Pace chiede cessate il fuoco, stop alle armi e trasparenza sul ruolo locale.

Il Coordinamento Cristiani per la Pace rilancia il tema del rapporto tra le basi Usa a Vicenza e le operazioni militari statunitensi, collegandolo alla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza. Nel documento diffuso dopo il presidio del 21 agosto, l’associazione chiede un cessate il fuoco permanente, corridoi umanitari sicuri, l’interruzione dell’invio di armi e una soluzione politica fondata sul diritto internazionale.

Le valutazioni più nette contenute nel comunicato — compreso l’uso del termine “genocidio” e l’attribuzione alle installazioni vicentine di un ruolo diretto nelle operazioni in Medio Oriente — rappresentano la posizione del Coordinamento. Non risultano invece accompagnate, nel materiale trasmesso, da elementi pubblici sufficienti per verificare uno specifico impiego delle strutture di Vicenza nelle azioni condotte a Gaza.

Basi Usa a Vicenza, le richieste e i dati verificabili

Il testo richiama Caserma Ederle, Caserma Del Din e Caserma Miotto di Longare, oltre ad altre infrastrutture presenti nel territorio vicentino. Le fonti ufficiali dell’esercito statunitense confermano che a Vicenza operano il comando della Southern European Task Force, Africa e la 207th Military Intelligence Brigade. Una comunicazione dell’US Army sulla presenza della 207th Brigade descrive il sostegno informativo fornito ai comandi militari, ma non documenta il collegamento operativo con Gaza sostenuto dal Coordinamento.

Sul quadro umanitario, un rapporto UNRWA pubblicato il 13 agosto 2026 registra distruzione diffusa delle infrastrutture civili, sfollamenti ripetuti, restrizioni agli aiuti e gravi carenze di medicinali, materiali sanitari e carburante. Si tratta di elementi che danno sostanza alla denuncia della crisi, senza trasformare automaticamente in fatti accertati tutte le affermazioni politiche presenti nel volantino.

Il comunicato collega inoltre la presenza militare al progetto della tangenziale nord di Vicenza, la cosiddetta bretella verso l’area Del Din. Solleva dubbi sull’impatto ambientale e paesaggistico, sulla compatibilità con i vincoli legati al sito Unesco e sulla gestione idraulica del territorio. Questioni già emerse nel dibattito locale e approfondite nell’analisi sulla base Del Din e la tangenziale in area a rischio idraulico.

La richiesta politica conclusiva del Coordinamento è netta: maggiore trasparenza sulle funzioni delle installazioni, stop al sostegno militare a Israele e chiusura delle basi statunitensi in Italia. Nel riportarla, resta essenziale distinguere le rivendicazioni dell’associazione dai dati verificati e dalle informazioni che richiederebbero documentazione istituzionale ulteriore.