
Impianti di accumulo a batteria, fotovoltaico a terra e conseguenze della transizione energetica sul territorio saranno al centro dell’incontro pubblico in programma giovedì 3 settembre alle 20.30 a Palazzo Marconi, a Sandrigo. L’appuntamento, dal titolo “BESS Sandrigo – Impianti di accumulo a batteria e fotovoltaico a terra”, è promosso dal gruppo consiliare Nuova Sandrigo e sarà aperto alla cittadinanza.
L’obiettivo è approfondire un tema sempre più attuale: come governare la transizione energetica cercando di conciliare la produzione e l’accumulo di energia con la tutela del territorio e del paesaggio.
BESS, transizione energetica e territorio: il confronto a Sandrigo
L’incontro sarà introdotto da Lucia Pozzato, capogruppo consiliare di Nuova Sandrigo, e da Davide Lovat, consigliere regionale di Resistere Veneto.
A moderare la serata saranno Roberto Ciambetti, membro del Comitato regionale per le comunicazioni della Regione del Veneto, e Bruno Giometto, del Dipartimento di Scienze mediche dell’Università di Trento.
Due gli interventi principali previsti. Arturo Lorenzoni, professore del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Padova, affronterà il tema dei BESS nel quadro della transizione energetica, spiegando il ruolo che i sistemi di accumulo a batteria possono assumere nel nuovo scenario energetico.
Claudio Bertorelli, fondatore di Aspro Studio, concentrerà invece il proprio intervento sul rapporto tra infrastrutture energetiche e territorio, ponendo la questione di quale paesaggio possa derivare dalla diffusione degli impianti destinati alla produzione e all’accumulo di energia.
Spazio alla discussione con i cittadini
Dopo gli interventi dei relatori è prevista una discussione sui temi affrontati, con l’obiettivo di aprire il confronto alla cittadinanza.
La partecipazione all’incontro pubblico è aperta ai cittadini interessati ad approfondire vantaggi, criticità e possibili ricadute territoriali degli impianti BESS e del fotovoltaico a terra.
Impianto BESS: di che cosa si tratta
Un impianto BESS (Battery Energy Storage System) è un impianto di accumulo di energia elettrochimica, immagazina l’energia prodotta da fonti rinnovabili in eccesso, e la rilascia poi in momenti di maggiore richiesta. Nel caso specifico, si parla di un sistema stand alone (ovvero che non ha bisogno di un impianto di produzione locale, come pannelli solari o pale eoliche, per funzionare) da 72 MW e 290MWh, composto da tanti container pieni di batterie al litio collegati alla rete elettrica e ricaricabili.
L’interpellanza Nuova Sandrigo
Le consigliere comunali Gabriella Cuman e Lucia Pozzato del gruppo Nuova Sandrigo hanno presentato un’interpellanza il 23 luglio 2026, pochi giorni dopo la deliberazione della Giunta Comunale che approvava lo schema di convenzione disciplinante le misure compensative territoriali e ambientali relative al progetto. Le consigliere rivelano di aver scoperto della deliberazione dalla pubblicazione della documentazione all’Albo Pretorio (il 20 luglio).
Se la deliberazione della Giunta risale al 16 luglio, il giorno precedente il Responsabile del Settore III affidava alla società Barrel S.r.l. un incarico professionale del valore di euro 20.000, oltre IVA, per la redazione di uno studio tecnico-economico finalizzato alla definizione delle compensazioni previste dall’art. 9 del D.Lgs. 190/2024. Secondo le consigliere, dalla deliberazione emerge come il Comune fosse a conoscenza fin da ottobre 2025 del progetto, quando la Regione Veneto comunicò l’avvio del procedimento autorizzativo, richiesto dalla società FL s.r.l.
Il tema è stato poi discusso nel Consiglio comunale del 30 luglio: ad emergere solamente i dati economici, ovvero uno schema di convenzione approvato dalla Giunta comunale che prevede compensazioni economiche per oltre 3,7 milioni di euro in 25 anni.
L’interpellanza di Nuova Sandrigo ha avuto l’obiettivo, non di mettere in discussione l’utilità
della tecnologia BESS, “bensì le modalità con cui essa viene localizzata sul territorio comunale e il corretto bilanciamento tra l’interesse pubblico alla produzione e all’accumulo di energia e gli ulteriori interessi pubblici coinvolti, quali la tutela del territorio, del paesaggio, del suolo agricolo e della qualità dell’ambiente”.
La risposta scritta del sindaco Marica Rigon
Nel riscontro scritto all’interpellanza, il sindaco ha fatto sapere che “l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto – e con essa la valutazione degli aspetti di sicurezza, prevenzione incendi, salute, ambiente, paesaggio, consumo di suolo e localizzazione – è di competenza della Regione Veneto”. Con la deliberazione della Giunta, dunque, il Comune non avrebbe autorizzato l’impianto, bensì approvato lo schema di convenzione che disciplina le misure di compensazione.
Il progetto BESS è finito anche in Consiglio regionale
Il 29 luglio è stata presentata un’interpellanza in Consiglio regionale del Veneto dai consiglieri Riccardo Szumski e Davide Lovat. “Riteniamo che i contributi finanziari non possano in alcun modo sostituire una rigorosa e preventiva valutazione delle garanzie di sicurezza ambientale e territoriale” avevano detto i due.
Nell’interpellanza i consiglieri di Resistere Veneto avevano chiesto alla Giunta la verifica della localizzazione idrogeologica dell’impianto, la direzione dei deflussi e l’eventuale interferenza con le aree di ricarica delle falde idropotabili, domandando che venissero resi noti gli studi di compatibilità idraulica e i piani di contenimento per impedire qualsiasi infiltrazione di sostanze tossiche nel sottosuolo, valutando anche le interazioni con il bacino di laminazione dell’Astico.
“Prima del rilascio di qualsiasi autorizzazione, la Regione deve prescrivere approfondimenti vincolanti, garanzie ambientali stringenti e adeguate garanzie finanziarie per la futura dismissione e bonifica, ponendo la salute dei cittadini e la tutela della risorsa idrica al di sopra di ogni accordo compensativo” aveva dichiarato Lovat.
Il Consiglio comunale del 30 luglio a Sandrigo
Il 30 luglio il progetto dell’impianto BESS è stato portato in Consiglio comunale: a seguito di ciò, Nuova Sandrigo ha diffuso un comunicato stampa per evidenziare che la propria iniziativa non nasce da una contrarietà ideologica ai sistemi di accumulo energetico, riconoscendone il ruolo nella transizione energetica. Ma proprio per questo ritiene indispensabile che un’opera di tale portata venga valutata con il massimo rigore, garantendo un equilibrio tra innovazione, tutela dell’ambiente, salvaguardia del paesaggio, del suolo agricolo e sicurezza dei cittadini.
Dal dibattito in Consiglio comunale, è emerso, secondo l’opposizione, uno squilibrio, poiché l’Amministrazione si sarebbe concentrata principalmente sugli aspetti economici e procedurali, lasciando aperti interrogativi su impatto ambientale, localizzazioni alternative e misure di mitigazione.
“Continueremo a seguire ogni fase del procedimento con senso di responsabilità”, concludono Cuman e Pozzato, ribadendo l’obiettivo di tutelare il territorio e garantire decisioni nell’interesse esclusivo dei cittadini.
Nel frattempo, l’appuntamento è per giovedì 3 settembre alle 20.30 a Palazzo Marconi, a Sandrigo.





































