
La presidente della Quinta commissione respinge le critiche sul sociale e indica caregiver, psicologo di base e sanità territoriale tra le priorità.
Sul welfare veneto Manuela Lanzarin respinge l’accusa di quindici anni di «sociale dimenticato» attribuita al consigliere Stefano Valdegamberi. In una nota diffusa dall’Ufficio stampa del Consiglio regionale, la presidente della Quinta commissione richiama il lavoro svolto su persone fragili, non autosufficienza, disabilità e famiglie; tra gli atti citati c’è la proposta sui caregiver, il cui avanzamento è documentato anche nella comunicazione ufficiale della Quinta commissione.
La replica arriva mentre il confronto politico regionale è concentrato anche sul fine vita. Martedì 1° settembre torna infatti in aula la proposta popolare “Liberi Subito”, appuntamento illustrato nell’articolo sul nuovo esame del testo in Consiglio e sul presidio annunciato a Venezia. Lanzarin sostiene che le differenze nel merito siano legittime, ma contesta l’uso di quel dibattito per descrivere sanità e politiche sociali come ferme.
La consigliera della Lega-Liga Veneta, già assessora regionale alla sanità e al sociale, richiama fra le misure degli anni passati le norme sull’invecchiamento attivo, sul sostegno alla famiglia e alla natalità e sulla qualificazione degli assistenti familiari. Si tratta della ricostruzione politica proposta da Lanzarin, che associa ai risultati anche il lavoro di dirigenti, tecnici, operatori, amministratori locali e volontari.
Welfare veneto, caregiver e psicologo di base verso l’aula
Per l’attività della legislatura in corso, Lanzarin indica anzitutto la ricognizione sull’attuazione del decreto ministeriale 77, con particolare attenzione a Case della comunità, Ospedali di comunità e riorganizzazione dell’assistenza territoriale. Secondo la presidente, questo passaggio inciderà sulla presa in carico dei pazienti e sul rapporto fra ospedale e servizi di prossimità.
Due provvedimenti vengono indicati come prioritari. La proposta sui caregiver avrebbe concluso l’esame in Quinta commissione e, dopo il passaggio previsto in Prima commissione, potrebbe essere calendarizzata in aula a settembre. Sullo psicologo di base, invece, sarebbe già stato definito un testo unificato con l’obiettivo dichiarato di portarlo in aula entro i primi giorni di ottobre.
Lanzarin afferma che entrambe le misure rispondono a bisogni concreti delle famiglie e delle persone fragili e punta a un voto dell’assemblea entro il 2026. Tempi ed esiti dipenderanno però dai successivi passaggi istituzionali: il comunicato esprime la valutazione e gli obiettivi della presidente della commissione, non certifica in anticipo l’approvazione dei testi.
La discussione sul welfare veneto resta quindi aperta sul piano politico. La replica di Lanzarin aggiunge al confronto un elenco di norme, attività istruttorie e scadenze annunciate; la verifica definitiva riguarderà la conclusione degli iter e gli effetti concreti dei provvedimenti sui servizi territoriali.







































