Tempo del Creato 2026, Papa Leone XIV richiama alla responsabilità per l’ambiente

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Tempo del Creato 2026, Messa a Castel Gandolfo

Papa Leone XIV apre il Tempo del Creato 2026 a Castel Gandolfo e invita a una conversione ecologica fondata su cura e responsabilità.

Il Tempo del Creato 2026 si apre con un richiamo alla responsabilità personale e collettiva verso l’ambiente. Durante la Messa celebrata al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha invitato i fedeli a non considerare irreversibili i danni alla casa comune e a trasformare la preoccupazione ecologica in scelte concrete. L’intervento e la celebrazione sono ricostruiti nella pagina specifica pubblicata da Vatican News.

La ricorrenza cristiana proseguirà fino al 4 ottobre, festa di san Francesco d’Assisi, e mette in relazione fede, giustizia sociale e tutela del pianeta. Il tema si collega anche al dibattito già seguito sul territorio, come nell’approfondimento dedicato al coinvolgimento dei giovani nel Tempo del Creato, dove l’educazione ambientale viene proposta come impegno comunitario.

Tempo del Creato 2026, l’appello alla conversione ecologica

Nell’omelia, il Pontefice ha indicato nella conversione ecologica un cambiamento che riguarda abitudini, relazioni e criteri con cui si utilizzano le risorse. La cura del creato, nella sua prospettiva, non può essere separata dall’attenzione alle persone più fragili, perché povertà, fame e degrado ambientale colpiscono spesso le stesse comunità.

Leone XIV ha richiamato la possibilità di un rapporto diverso con la natura, fondato sul rispetto e non sul dominio. Il messaggio non si limita alla dimensione individuale: chiama in causa famiglie, comunità religiose, istituzioni e società, ciascuna per le responsabilità che può assumere nelle decisioni quotidiane e nelle politiche di lungo periodo.

Un tempo di preghiera che chiede azioni verificabili. Il periodo aperto il 1° settembre invita le comunità cristiane a riflettere sulle conseguenze sociali della crisi climatica e sul modo in cui produzione, consumo ed energia incidono sulla vita delle persone. La celebrazione nel giardino di Castel Gandolfo ha dato forma concreta a questo intreccio tra spiritualità e ambiente.

Il Papa ha inoltre ricordato che la speranza non coincide con l’attesa passiva. L’affermazione secondo cui non sarebbe ancora troppo tardi contiene un invito ad agire, ma non attenua la gravità dei problemi: indica piuttosto la responsabilità di correggere comportamenti e scelte finché esiste uno spazio reale per farlo.

Il Tempo del Creato 2026 diventa così un percorso di poco più di un mese nel quale la Chiesa propone di unire riflessione, preghiera e iniziative locali. Il punto centrale dell’appello di Leone XIV è che la tutela dell’ambiente non rappresenta un tema accessorio, ma una questione che riguarda dignità umana, giustizia tra generazioni e qualità della vita comune.