Conte e Danchielli, “Indipendenti di destra”: un’opposizione non manichea e non monopolio dei partiti attuali ma che dialoghi con Possamai per la città

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Giorgio Conte e Ivan Danchielli (Indipendeti di destra) nella sala tra la segreteria del sindaco Possamai e l'ufficio del Capo di gabinetto Pupillo
Giorgio Conte e Ivan Danchielli (Indipendeti di destra) nella sala tra la segreteria del sindaco Possamai e l'ufficio del Capo di gabinetto Pupillo

Giorgio Conte, uscito da Fratelli d’Italia, e Ivan Danchielli, già in Forza Italia, lasciano il gruppo misto e fondano “Indipendenti di destra”. Rivendicano la collocazione nel centrodestra, anzi nella destra, ma propongono un’opposizione «meno manichea», pronta a dialogare con l’amministrazione Possamai sui problemi concreti di Vicenza e a costruire un nuovo percorso verso il 2028.

Da un piccolo inciampo logistico nasce un nuovo gruppo a destra

La sala delle minoranze non c’era, il nuovo gruppo consiliare sì. È cominciata con un piccolo contrattempo la conferenza stampa convocata oggi, mercoledì 2 settembre, da Giorgio Conte e Ivan Danchielli per annunciare la costituzione a Palazzo Trissino del gruppo “Indipendenti di destra” – o, nella formulazione utilizzata durante l’incontro, “Indipendenti a destra”, che dovrebbe essere quella futura e definitiva.

La sala delle minoranze, indicata per l’appuntamento, non era disponibile e così giornalisti e consiglieri hanno trovato sistemazione nello spazio tra l’ingresso della segreteria del sindaco Giacomo Possamai e quello dell’ufficio del capo di gabinetto. Un disguido, non è chiaro se imputabile agli organizzatori o agli uffici comunali, che strappa qualche sorriso. Anche perché i due nuovi “indipendenti” hanno annunciato proprio la disponibilità a dialogare con la maggioranza nell’interesse della città. Inciampo occasionale o piccolo presagio dei rapporti futuri? Per ora, naturalmente, soltanto una coincidenza.

Conte e Danchielli figurano entrambi tra i consiglieri comunali di minoranza di Vicenza. Conte era entrato nel gruppo misto l’8 giugno scorso e ne era diventato presidente, mentre Danchielli, subentrato in Consiglio nel 2025, proveniva da Forza Italia.

Conte e Danchielli: “Siamo di destra e siamo indipendenti”

A spiegare il significato politico della scelta è stato soprattutto Conte, già vice sindaco con Hüllweck e poi parlamentare col partito di Giancarlo Fini. Il gruppo misto, ha detto, «a me e Ivan stava un po’ stretto», perché non consentiva di esprimere un’identità politico-amministrativa comune. Da qui un nome che vuole trasmettere «due messaggi chiari e inequivocabili»: essere di destra ed essere indipendenti non lasciando il monopolio della rappresentanza dell’area alle attuali formazioni, FdI in primis, in cui molti cittadini di Vicenza non si riconoscerebbero più.

L’ex parlamentare di Alleanza Nazionale, candidato nel 2023 con Fratelli d’Italia, rivendica quindi senza ambiguità la propria collocazione politica negando qualunque voce di una inesistente vicinanza alla maggioranza, ma contesta che la rappresentanza della destra possa essere monopolio di un singolo partito: «Non vogliamo assolutamente delegare ad altri la golden share della destra».

Tutto questo nasce dopo l’Opa lanciata da Silvio Giovine per la candidatura a sindaco nel 2028 in quota Fratelli d’Italia, una mossa da gioco d’anticipo ma che finora è apparsa foriera di divisioni nell’area non di stretta osservanza meloniana che la giudica per lo meno prematura e divisiva,

La distinzione dai precedenti partiti di appartenenza riguarda, intanto e soprattutto, il modo di fare opposizione. Conte si definisce più politico, Danchielli più pragmatico e amministrativo. Quest’ultimo, dopo aver verificato gli scarsi spazi nel suo precedente partito, ha sintetizzato la linea con tre parole: «proposizione, non contestazione, non opposizione». L’intenzione è presentare al sindaco e alla giunta proposte su centro storico, periferie, sicurezza e altri problemi cittadini.

Dialogare con Possamai senza passare in maggioranza

È questo il passaggio politicamente più interessante dell’operazione. Conte sostiene che, a livello amministrativo e considerando i limitati poteri oggi in mano ai consiglieri, tanto più se sono di minoranza, il compito dell’opposizione non sia «andare sistematicamente contro» la maggioranza, ma cercare soluzioni nell’interesse generale e offrire all’amministrazione anche idee provenienti dal centrodestra.

Danchielli ha citato come primo esempio il fascicolo di proposte per il commercio del centro storico, già presentato al Comune quando addirittura Sindaco era Francesco Rucco e ora riproposto, sostenendo che molte misure potrebbero essere realizzate senza grandi investimenti. Seguiranno iniziative sulla sicurezza e sulle ordinanze rimaste inattuate, ma – ha assicurato – «sempre senza toni polemici».

Non è quindi un avvicinamento politico al centrosinistra, secondo i due consiglieri, ma il tentativo di introdurre una diversa cultura dell’opposizione. Conte l’ha definita «meno manichea», criticando, per esempio, l’atteggiamento di chi contesta alla giunta Possamai persino la realizzazione di opere progettate e finanziate dalla precedente amministrazione di centrodestra. «Quella roba lì non ci porta da nessuna parte», ha sintetizzato.

Il nuovo soggetto guarda già alle comunali del 2028

La nascita del gruppo non si esaurisce però nell’attività di Sala Bernarda. Conte ha esplicitamente definito “Indipendenti di destra” o ” a destar” che dir si voglia, «un nuovo soggetto politico nell’ambito del centrodestra vicentino», con l’obiettivo di dialogare con le altre forze della coalizione e contribuire alla costruzione del progetto per le elezioni comunali del 2028. Non esclude neppure, anche se considera prematuro parlarne oggi, una futura lista civica.

Alla base dell’iniziativa, secondo Conte, c’è, infatti, la percezione di «un malessere piuttosto ampio» nell’elettorato cittadino di centrodestra: una parte che oggi non si sentirebbe adeguatamente rappresentata e che potrebbe scegliere il disimpegno o altre strade (magari quella vannacciana, ndr). Il nuovo gruppo vuole provare a intercettarla attraverso un’opposizione più propositiva e meno rigidamente contrapposta.

Conte non nega, comuqnue, rapporti personali e politici anche fuori dal perimetro vicentino, ma esclude per il momento adesioni a nuove formazioni nazionali e soprattutto candidature parlamentari: «Io non appartengo a nessun partito politico nazionale ma questo non mi impedisce di sapere o pensare che esistono già contatti a Roma tra Vannacci e la maggioranza attuale, anche se molto del futuro rapporto dipenderà dalla legge elettorale che verrà partorita». La priorità dichiarata resta l’azione politico-amministrativa a Vicenza.

Nasce così una nuova casella nello scacchiere del centrodestra cittadino. Non soltanto due consiglieri, che si danno un nome, usciti dai rispettivi partiti, a cui non è difficile pensare che si aggiungeranno altre componenti che la pensino in maniera simile e che magari si sentano insoddisfatte delle gestioni attuali delle tre formazioni politiche cittadine minoranza in consiglio comunale, ma il tentativo dichiarato di occupare uno spazio politico: destra nell’identità, indipendente dai partiti e disponibile al confronto sui singoli provvedimenti. Quanto spazio esista realmente per questa proposta lo diranno Sala Bernarda, i rapporti con le altre opposizioni e, soprattutto, il percorso che porterà Vicenza alle comunali del 2028.

Dopo, però, le politiche del 2027…