
Dopo l’approvazione della legge regionale sul fine vita, Luca Zaia parla di una risposta per pazienti, famiglie e medici.
La reazione di Zaia sul fine vita arriva subito dopo il voto con cui il Consiglio regionale del Veneto ha approvato il progetto di legge di iniziativa popolare. In una dichiarazione diffusa dall’ufficio stampa del Consiglio regionale, l’ex presidente della Regione definisce il provvedimento «una legge di civiltà» e un atto di responsabilità verso pazienti, famiglie e medici.
Zaia richiama le oltre dieci ore di confronto in aula e sostiene che la decisione non introduca un nuovo diritto. A suo giudizio, il testo costruisce invece un quadro procedurale regionale nel perimetro tracciato dalla Corte costituzionale, cercando di rendere più chiari tempi, verifiche e responsabilità sanitarie.
La dichiarazione politica segue il dato istituzionale: il Consiglio regionale ha approvato la legge sul fine vita con 32 sì, 14 no e 5 astensioni. Il provvedimento era già stato discusso nella precedente legislatura e aveva incontrato uno stop nel gennaio 2024, prima di essere ripresentato e modificato.
Reazione di Zaia sul fine vita dopo l’approvazione
Nella valutazione di Zaia, il Veneto ha scelto di non lasciare sole le persone coinvolte in situazioni estreme. L’ex governatore attribuisce alla disciplina regionale la funzione di dare una risposta organizzativa a chi chiede l’applicazione dei criteri stabiliti dalla Consulta e agli operatori chiamati a svolgere gli accertamenti.
Si tratta di una posizione politica, non di una ricostruzione condivisa da tutto il Consiglio. Il dibattito ha mostrato differenze profonde sul ruolo della Regione, sulla tutela delle persone fragili, sulle cure palliative e sul rapporto con la competenza legislativa statale. Anche tra i consiglieri favorevoli sono emerse motivazioni diverse.
Zaia insiste sul fatto che la legge non debba essere letta come una contrapposizione tra diritto alla cura e autodeterminazione. La sua valutazione è che procedure definite possano tutelare insieme pazienti, famiglie e medici, evitando incertezze applicative e disparità nel servizio sanitario.
La reazione di Zaia sul fine vita rilancia infine il tema nazionale. Una disciplina parlamentare complessiva resta richiesta da più parti, mentre il testo veneto potrà essere esaminato anche sotto il profilo delle competenze regionali. L’approvazione non chiude quindi il confronto giuridico ed etico, ma ne apre una nuova fase.







































