Fine vita, Szumski e Lovat: «Testo stravolto dagli emendamenti, tanto rumore per nulla»

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Critica di Szumski e Lovat sul fine vita, Davide Lovat

Szumski e Lovat criticano la legge veneta sul fine vita: per i consiglieri gli emendamenti hanno trasformato il testo originario.

La critica di Szumski e Lovat sul fine vita arriva dopo il voto finale del Consiglio regionale del Veneto. I due consiglieri di Resistere Veneto sostengono che gli emendamenti abbiano modificato profondamente il progetto di iniziativa popolare, rendendolo, nella loro valutazione, più restrittivo del perimetro delineato dalla Corte costituzionale. La posizione è contenuta nella dichiarazione diffusa dal gruppo e si confronta con il quadro istituzionale illustrato dal Consiglio regionale del Veneto.

Riccardo Szumski e Davide Lovat spiegano di avere votato a favore di quasi tutti gli emendamenti, ma contro il provvedimento nel passaggio conclusivo. Motivano il no con la contrarietà nel merito e con la coerenza verso il proprio elettorato. Le espressioni utilizzate sul significato politico del voto rappresentano opinioni dei due consiglieri, non fatti accertati.

Il dato istituzionale resta l’approvazione della legge veneta sul fine vita con 32 sì, 14 no e 5 astensioni. Il testo disciplina procedure sanitarie, tempi e verifiche nei casi riconducibili ai criteri fissati dalla Consulta, mentre una normativa nazionale organica non è ancora stata approvata.

Critica di Szumski e Lovat sul fine vita dopo gli emendamenti

I due esponenti definiscono radicale la trasformazione del progetto rispetto alla versione sostenuta dalle firme dei cittadini. Nella loro lettura, la maggioranza avrebbe usato la fase emendativa per ridurre la portata della proposta e ricomporre tensioni politiche interne. È un’interpretazione contestabile, che va attribuita direttamente ai firmatari.

Szumski e Lovat criticano anche i promotori del provvedimento, chiedendo come possano accettare modifiche giudicate sostanziali. Parlano di un’operazione politica e descrivono il testo come ideologico e burocratico. Queste formule appartengono alla loro polemica politica e non modificano il contenuto formale della legge approvata.

La scelta di sostenere gli emendamenti e respingere il testo finale mostra una strategia distinta dal semplice voto contrario. I consiglieri rivendicano di avere contribuito a restringere la disciplina, pur restando contrari a qualunque intervento regionale sul suicidio medicalmente assistito.

La critica di Szumski e Lovat sul fine vita aggiunge così una voce contraria al dibattito successivo all’approvazione. Ora il confronto si sposta sugli effetti concreti della legge, sui passaggi previsti dall’ordinamento e sull’eventuale intervento dello Stato, mentre restano centrali tutela delle fragilità, cure palliative e autonomia personale.