Anziani non autosufficienti in Veneto, cinque tavoli per riformare assistenza e servizi

28
Non autosufficienza in Veneto, struttura sociosanitaria

La Regione avvia cinque tavoli territoriali sulla non autosufficienza, con l’obiettivo di uniformare liste d’attesa e presa in carico.

Non autosufficienza in Veneto, liste d’attesa, sostenibilità delle strutture e nuovi servizi domiciliari entrano in un percorso di confronto articolato in cinque tavoli locali. L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale ai Servizi sociali Paola Roma, al termine di un incontro con circa 300 rappresentanti di enti gestori, Ambiti territoriali sociali e aziende Ulss, come rende noto la Regione del Veneto.

La riunione si è svolta al padiglione Rama dell’ospedale dell’Angelo di Mestre e ha coinvolto le oltre 350 strutture venete che assistono persone anziane non autosufficienti, insieme ai 24 Ats e alle nove Ulss. Il confronto riguarda anche le difficoltà economiche e organizzative che attraversano il sistema, un tema già emerso nel dibattito sulle strutture pubbliche vicentine per anziani.

I tavoli dovranno affrontare la riforma dell’accreditamento, il coordinamento tra centri di servizio e Ats, la costruzione di nuove risposte domiciliari e il reclutamento del personale sociosanitario. L’impostazione dichiarata è quindi più ampia del solo aumento dei posti residenziali.

Non autosufficienza in Veneto, liste d’attesa e demenze

Tra le priorità indicate dalla Giunta c’è una gestione uniforme delle liste d’attesa in tutto il territorio regionale. Un altro punto riguarda l’equità nella presa in carico delle persone con demenza, che secondo i dati diffusi dall’assessore rappresentano il 54 per cento degli ospiti presenti nei posti accreditati.

In Veneto i posti accreditati sono oltre 32 mila. Per 25 mila è prevista la copertura attraverso l’impegnativa di residenzialità, mentre altri duemila fanno riferimento alle quote sanitarie di accesso introdotte nel 2020. Sono numeri forniti dalla Regione e destinati a essere verificati nel lavoro tecnico dei tavoli.

Roma ha inoltre annunciato la riattivazione dell’Osservatorio regionale per le politiche sociali e sociosanitarie. L’organismo dovrà approfondire fabbisogni e caratteristiche del sistema, mettendo in relazione centri di servizio, Ulss e Ats.

Il percorso sulla non autosufficienza in Veneto si misurerà ora sulla capacità di trasformare il confronto in regole omogenee e servizi concretamente accessibili. Per famiglie e gestori restano centrali tempi d’attesa, costi, disponibilità di personale e continuità dell’assistenza tra domicilio e struttura.