
Matteo Pressi difende il voto favorevole alla legge veneta sul fine vita, sottolineando le modifiche introdotte e i controlli sui requisiti.
Pressi sul fine vita in Veneto rivendica la scelta di approvare un testo che definisce «profondamente diverso» rispetto alla proposta iniziale. Il capogruppo di Stefani Presidente ha espresso la propria posizione nell’Aula regionale, in una dichiarazione diffusa dal Consiglio regionale del Veneto.
Il suo intervento si inserisce nel confronto seguito all’approvazione della legge regionale sul fine vita. Pressi sostiene che il testo esaminato a luglio richiedesse interventi radicali per essere ricondotto entro le competenze regionali e tenere conto delle pronunce della Corte costituzionale sulle leggi di Toscana e Sardegna.
Secondo il consigliere, non intervenire avrebbe lasciato l’applicazione della giurisprudenza costituzionale ad atti amministrativi e prassi potenzialmente differenti tra le aziende Ulss. Da qui la scelta politica di fissare procedure uniformi, pur in una materia sulla quale resta aperto il tema di una disciplina nazionale.
Pressi sul fine vita in Veneto, verifiche rigorose sui requisiti
Pressi indica come elemento qualificante l’impianto delle verifiche. A suo giudizio, i diversi livelli di controllo introdotti rendono l’istruttoria più rigorosa rispetto a una lettura minimale delle condizioni fissate dalla Corte costituzionale.
Il capogruppo precisa però che il rigore non deve trasformarsi in arbitrio. La valutazione deve rispettare la posizione giuridica della persona richiedente e consentire di correggere un’istruttoria carente. Il ragionamento distingue tra un rigetto rivedibile, attraverso una nuova domanda, e un accesso concesso senza la piena presenza dei requisiti, che produrrebbe effetti irreversibili.
È una valutazione politica attribuita a Pressi: la legge regionale disciplina tempi e organizzazione del servizio sanitario, mentre i presupposti sostanziali derivano dalla giurisprudenza costituzionale. Il consigliere afferma che quasi tutti gli articoli originari sono stati modificati per ragioni tecniche o per precise scelte politiche.
La posizione di Pressi sul fine vita in Veneto conclude con la rivendicazione del metodo seguito: studio, audizioni, confronto e decisione. L’applicazione concreta dovrà ora mostrare se le procedure saranno realmente uniformi nelle Ulss e capaci di coniugare certezza dei controlli, tempi definiti e tutela delle persone coinvolte.

































