
Secondo Save the Children, i minori erano tra le 106 persone recuperate dalle macerie di un edificio distrutto a Gaza City.
A Gaza 73 bambini sono stati sepolti sabato in un funerale di massa insieme ad altre vittime palestinesi. La notizia è diffusa da Save the Children Italia, che riferisce il recupero complessivo di 106 corpi dalle macerie di un edificio residenziale nel settore sud-orientale di Gaza City. Secondo l’organizzazione, la struttura era stata distrutta più di due anni fa durante un attacco aereo israeliano.
È il secondo funerale collettivo di queste dimensioni indicato dall’organizzazione nell’arco di un mese. Il nuovo episodio si colloca nel quadro ancora drammatico della Striscia, mentre il tema del cessate il fuoco continua a emergere anche nel dibattito internazionale e nelle iniziative pubbliche, come mostrato dalla presa di posizione di Susan Sarandon alla Mostra di Venezia.
Gaza 73 bambini nel bilancio riferito da Save the Children
Save the Children afferma che dall’ottobre 2023 più di 21 mila bambini sono stati uccisi nella Striscia. Il dato e la ricostruzione del recupero delle salme sono attribuiti all’organizzazione umanitaria e richiedono di essere letti nel contesto di una guerra nella quale l’accesso indipendente alle aree colpite e la verifica tempestiva delle informazioni restano difficili.
Ahmad Alhendawi, direttore regionale dell’organizzazione per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa orientale, definisce le sepolture una testimonianza del costo imposto ai minori dal conflitto. Nel suo appello chiede che i funerali di massa non vengano accettati come una realtà ordinaria e sollecita una protezione effettiva dei bambini palestinesi.
L’organizzazione sostiene inoltre che, nonostante il piano di cessate il fuoco firmato da 332 giorni, da allora sarebbero morti più di 300 bambini. Save the Children chiede alle autorità israeliane di consentire l’ingresso delle squadre di ricerca, dei mezzi pesanti e delle risorse forensi necessarie a recuperare e identificare le persone ancora sepolte sotto le macerie.
La richiesta si estende alla comunità internazionale, chiamata dall’organizzazione a garantire il rispetto del diritto internazionale e l’accertamento delle responsabilità. Alle famiglie, sottolinea Save the Children, deve essere riconosciuta la possibilità di recuperare, identificare e piangere i propri figli. Nel comunicato non sono riportate repliche delle autorità israeliane alle specifiche affermazioni diffuse il 7 settembre.





































