CUP e medici di famiglia, FIMMG Veneto: nuovi compiti solo con risorse e personale

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CUP e medici di famiglia, attività in ambulatorio

Peterle chiede sistemi informatici integrati, personale e una riorganizzazione complessiva prima di affidare nuove prenotazioni agli studi.

Sul rapporto tra CUP e medici di famiglia la FIMMG Veneto chiede alla Regione un confronto approfondito prima di introdurre nuovi compiti negli studi. Il segretario regionale Enrico Peterle afferma che la proposta non è ancora stata affrontata ai tavoli dell’Accordo integrativo regionale e sollecita investimenti in tecnologie, integrazione informatica e personale, richiamando il ruolo della Federazione italiana medici di medicina generale.

La posizione arriva mentre in Veneto resta centrale il dibattito sull’accesso alle prestazioni e sulle liste d’attesa. Un tema già emerso anche nel confronto politico sul piano regionale per il CUP e la riduzione dei tempi di attesa.

Peterle non chiude a una collaborazione dei medici di famiglia nella gestione delle prenotazioni, ma pone una condizione organizzativa: l’eventuale coinvolgimento deve produrre un beneficio reale per i cittadini senza scaricare semplicemente ulteriori incombenze su professionisti che già affrontano un carico di lavoro elevato.

CUP e medici di famiglia, le condizioni poste dalla FIMMG Veneto

Per il sindacato, la discussione deve riguardare l’assetto complessivo della medicina generale. Servono tempi adeguati, personale di supporto, strumenti digitali funzionanti e un collegamento effettivo con i sistemi regionali. Solo in questo quadro, sostiene Peterle, gli studi potrebbero contribuire a rendere più semplice il percorso di prenotazione e l’accesso alle cure.

Il nodo non riguarda quindi soltanto chi materialmente inserisce una richiesta nel sistema, ma la capacità di evitare passaggi aggiuntivi, duplicazioni e rallentamenti. La FIMMG teme che l’attribuzione di una nuova funzione, senza risorse dedicate, possa sottrarre tempo all’attività clinica e all’assistenza quotidiana dei pazienti.

La disponibilità al confronto resta aperta. L’obiettivo indicato dalla federazione è costruire un modello sostenibile che migliori davvero il percorso dei cittadini, soprattutto di quelli che incontrano maggiori difficoltà nell’uso dei servizi digitali o nel reperire un appuntamento.

La discussione su CUP e medici di famiglia dovrà dunque passare dai tavoli regionali, dove saranno valutati contenuti, strumenti e coperture della proposta. Per Peterle, il punto di partenza è una visione organica della medicina territoriale, non il semplice trasferimento di una parte delle attività amministrative.