Il giallo dell’attentato a Zelensky e la posta di Mosca per la pace – Notizie dall’Ucraina podcast

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Ha tenuto banco una dozzina di ore la vicenda del presunto attentato a Zelensky, rimbalzata sui media internazionali dopo l’allarme lanciato ieri in tarda serata dal premier norvegese, Jonas Gahr Stoere, secondo il quale l’aereo del presidente ucraino era stato “quasi colpito da un drone mentre stava per decollare dalla Moldavia”. Un giallo che ha perso colore in poche ore, come vi racconterò fra poco.
Intanto, dal Cremlino continuano le dichiarazioni sulle possibili carte da mettere sul tavolo in una trattativa di risoluzione del conflitto: “Le condizioni per una pace non cambiano rispetto al 2024” ha affermato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
Su tutto ciò, come ogni notte, gli attacchi incrociati Kiev-Mosca: almeno 9 le persone uccise negli attacchi russi che hanno preso di mira  magazzini e porti in tutto il Paese. Ventotto invece i feriti in un attacco di droni marini ucraini sul porto russo di Sochi, sul Mar Nero, che ha colpito anche il lungomare, provocando un incendio, tra il panico dei turisti e delle persone che assistevano a un concerto.  Mentre Mosca afferma di aver preso il controllo di due villaggi nella regione di Kharkiv.
Da segnalare poi un’anticipazione dell’Economist, le cui fonti riferiscono che Kiev avrebbe quasi esaurito le scorte di missili di fabbricazione americana per gli F16 contro i droni russi.
Per concludere, una nota curiosa che arriva da Kiev, dove a causa del ritardo dei rifornimenti il gigante americano McDonald’s ha dovuto restringere il menu.

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