
Primo ritrovamento in Veneto della Bactrocera dorsalis: monitoraggio rafforzato con l’Università di Verona fino alla fine del 2027.
La mosca orientale della frutta, nome comune della Bactrocera dorsalis, è stata individuata per la prima volta in Veneto. Il Servizio fitosanitario regionale ha rilevato gli esemplari nel 2025 a Favaro Veneto, nel territorio comunale di Venezia, come rende noto la Regione del Veneto. La scoperta ha attivato le procedure previste per questo organismo nocivo da quarantena prioritario dell’Unione europea.
Il nuovo piano per il biennio 2026-2027 sarà condotto con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona e avrà l’obiettivo di verificare consistenza e diffusione della popolazione, ricostruirne l’origine e individuare le aree maggiormente esposte. L’iniziativa si inserisce nelle misure regionali a tutela del settore primario, già interessato da fondi contro calamità, parassiti e crisi biologiche.
Le catture registrate tra il 17 luglio e il 18 novembre 2025 mostrano, secondo la nota regionale, una dinamica compatibile con quattro generazioni e una diffusione stimabile in un raggio di circa dieci chilometri. Attorno al punto del ritrovamento sarà delimitata una zona potenzialmente infestata di 500 metri, affiancata da una fascia cuscinetto di sette chilometri. Qui saranno intensificati trappolaggio, cattura massale e campionamento, mentre i controlli proseguiranno nell’intero Veneto e nei punti più sensibili, fra i quali porti, aeroporti e centri agroalimentari.
Mosca orientale della frutta, monitoraggio e analisi genetiche
Gli esemplari eventualmente catturati saranno sottoposti ad analisi molecolari. Il confronto genetico con popolazioni già rilevate in altre aree italiane e internazionali dovrebbe aiutare a ricostruire le possibili vie di introduzione e a distinguere un episodio occasionale da un insediamento stabile.
L’assessore regionale all’Agricoltura Dario Bond invita a evitare allarmismi, senza sottovalutare il rischio. La specie, originaria di aree tropicali e subtropicali, può svilupparsi in numerose colture frutticole e orticole: le larve crescono all’interno dei frutti, deteriorandoli e riducendone la commerciabilità. Bond indica quindi nella prevenzione la prima tutela per agricoltori e produzioni venete.
Il progetto durerà fino al 31 dicembre 2027 e avrà un costo complessivo di 132 mila euro. La Regione finanzierà 120 mila euro, divisi in due quote annuali da 60 mila, mentre l’Università di Verona sosterrà i restanti 12 mila. Il piano combina osservazione sul territorio, diagnostica molecolare, caratterizzazione genetica e modellazione del rischio per seguire l’evoluzione della mosca orientale della frutta e orientare tempestivamente gli interventi.




























